«Nettuno attende la verità»

La reazione al no del Consiglio di Stato, la situazione economica di Nettuno e il futuro della CdL in città. Questi i temi affrontati dall’ex sindaco forzista di Nettuno Vittorio Marzoli all’indomani della notizia della bocciatura, da parte del Consiglio di Stato, del ricorso contro lo scioglimento presentato da Marzoli in compagnia di sette ex consiglieri comunali di centrodestra. «Non sono sorpreso ma si è di nuovo persa l’occasione per ripristinare la verità a Nettuno - dichiara -. A distanza di 18 mesi mi chiedo quali siano le presunte infiltrazioni mafiose riscontrate, tali da consentire lo scioglimento di un consiglio comunale». Il Consiglio di Stato, confermando il no del Tar del Lazio, ha chiuso la vicenda dal punto giuridico lasciando ai commissari prefettizi la guida di Nettuno fino alla primavera del 2008. Ora c’è da affrontare urgentemente il tema del bilancio pubblico e della Nettuno Servizi la società che gestisce il servizio di riscossione dei tributi. «È necessario - spiega Marzoli - lavorare sulla macchina amministrativa cercando di risolvere la maggior parte dei contenziosi a favore del comune, parlo di somme superiori ai 40 milioni di euro inseriti nei residui attivi, cifre che in pochi attimi consentirebbero alla città grandi investimenti economici. Sarà inoltre importante rendere operativa la Nettuno Servizi. Pochi sanno che nei giorni scorsi il lodo arbitrale ha dato ragione alla mia amministrazione che nel 2004 modificò la convenzione dando altri vantaggi al comune. Finalmente dopo tre anni di diatribe, i commissari potranno usufruire di servizi importanti per la cittadinanza».
Per quanto riguarda la sua persona ed il ruolo di Forza Italia in città Marzoli ha le idee molto chiare. «In questo periodo, molto amaro per Nettuno - spiega l’ex primo cittadino - ho avuto modo però di incassare personalmente attestati di stima da parte della popolazione. In un clima di incertezza e abbandono, ho avuto modo di lavorare, fare politica e registrare fra l’altro, l’interessamento di importanti gruppi finanziari italiani che, dopo attente verifiche, hanno manifestato l’interesse ad investire a Nettuno con opere di grande innovazione per la nostra città. Da oggi, chiuse le querelle giuridiche, si potrà tornare a lavorare serenamente per programmare il futuro di Nettuno».