È la Nettuno-Roma la peggiore ferrovia per pendolari della nostra regione

Il trofeo Caronte, il titolo di peggiore ferrovia laziale, per il secondo anno di seguito è stato vinto dalla Nettuno-Roma. Alle piazze d’onore (o meglio, del disonore) la Velletri-Roma e la Tivoli-Roma. È quanto emerge dalla quarta edizione della campagna nazionale Pendolaria di Legambiente. Nel Lazio l’indagine è stata effettuata da volontari dell’associazione, che hanno viaggiato con i pendolari delle varie linee nelle ore di punta, monitorando i ritardi, la condizione delle stazioni, le biglietterie, i bagni, la pulizia, l'informazione.
I «viaggi infernali», come li definisce il dossier di Legambiente, sono stati portati a termine nella mattinata di martedì 24 novembre su tutte e otto le linee ferroviarie in entrata e uscita da Roma, frequentate ogni giorno da 350 mila pendolari. I volontari di Legambiente coinvolti nella gara sono partiti da Monterotondo, Roviano, Bracciano, Velletri, Ladispoli, Frosinone, Monte San Biagio e Lido di Lavinio, con l’obiettivo di raggiungere Roma entro le ore 8,30.
Il risultato? «Treni sporchi e sovraffollati all’inverosimile - denuncia Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio -. Bagni inagibili e impianti di condizionamento inesistenti. Biglietterie assenti in molte stazioni e personale scomparso a bordo. Ritardi cronici e frequenze di passaggio ridicole in aree altamente popolose. Stazioni poco sicure, con parcheggi auto insufficienti. Arrivi incerti, informazioni zero».
La linea FR8 Nettuno-Roma Termini è risultata la peggiore tra le tratte ferroviarie non solo per il ritardo accumulato, di «soli» sei minuti, ma soprattutto per le «pessime condizioni in cui versavano le carrozze, la squallida condizione dei servizi con bagni inagibili e controllori fantasma, l’affollamento estremo su tutta la linea, nonché per la biglietteria non sempre aperta e i servizi scarsi che caratterizzano la stazione di partenza». Sul podio anche la Velletri-Roma Termini, «per l’eccezionale affollamento dei convogli», e la Tivoli-Roma, «per la bassa frequenza di passaggio che crea enormi problemi a pendolari di breve e lunga percorrenza».
«È passato un altro anno e la strategia regionale per il trasporto ferroviario locale stenta, - rimarca Parlati - quella che potrebbe essere la nuova grande utile opera pubblica del secolo contro traffico e inquinamento non arriva in porto. Servono soprattutto nuovi treni e nuovi binari, visto che ben 386 chilometri delle ferrovie laziali, il 39 per cento del totale, ancora oggi risulta essere a binario unico».
Negli ultimi 10 anni, infatti, i pendolari che viaggiano ogni giorno sulle ferrovie nel Lazio sono raddoppiati, passando da 187mila a 350mila. Secondo le stime di Legambiente, i passeggeri nel 2010 arriveranno a 385mila, nel 2015 a oltre 472mila. Numeri che richiederanno almeno 40 nuovi treni di qui fino al 2015, da aggiungere ai 115 che circolano già oggi ogni giorno.
Per la prima volta nella campagna Pendolaria di Legambiente si è svolta una speciale edizione del Trofeo Caronte anche per le linee Cotral. Il titolo è andato ex-aequo a tutte e tre le linee monitorate: da Anzio (Nettuno-Roma Laurentina), Rieti (Rieti-Roma Tiburtina) e Subiaco (Subiaco-Roma). Legambiente bolla «da terzo mondo» questi tragitti. «Il più delle volte, sul pullman, oltre ai 54 fortunati seduti, ci sono 30 disgraziati che mettono a dura prova la loro resistenza rimanendo in piedi per ore, su mezzi sporchi in cui addirittura piove e manca l’impianto di climatizzazione», denuncia Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio: «Una delle nostre volontarie ha dovuto aspettare il passaggio del bus ben 51 minuti in piedi sul ciglio dell'Ardeatina, al freddo e senza pensilina». «È indispensabile una vera e propria rivoluzione. Il servizio su gomma deve essere ripensato in funzione di veri e propri nodi intermodali, per legare le diverse modalità di mobilità locale, deve portare i pendolari nelle stazioni, invece di preferire il classico sistema a raggiera con al centro Roma, che aumenta il traffico della Capitale. «È inoltre necessario far viaggiare i bus su corsie protette, separate dal traffico privato, per dare ai pendolari certezza dell’orario di arrivo».