Neuropsichiatria a rischio

Roberta Bottino

Duemila firme raccolte e un unico vibrante appello: «Non chiudete il reparto di neuropsichiatria infantile dell'ospedale Galliera». Giovedì 23 si è tenuto un incontro tra genitori, medici, e rappresentanti della Consulta per l'handicap con l'assessore regionale alla Sanità Claudio Montaldo, proprio per trovare una soluzione al grave problema. «Per il momento non è in programma nessuna chiusura» assicura l'assessore. È previsto per giugno prossimo l'ennesimo incontro sulla questione. L'ipotesi della prossima chiusura del servizio di neuropsichiatria infantile ha sollevato polemiche. «Non è possibile non tener conto dei 5000 interventi che questo reparto ha effettuato in un solo anno su utenti disabili gravi - spiega Giacomo Piombo, segretario della Consulta -. Prima di arrivare a qualsiasi decisione un ente ospedaliero, finanziato dallo Stato e dalla Regione, deve mettere al corrente medici e pazienti. Questo è un menefreghismo che non ci piace». Il capogruppo comunale di Liguria Nuova Sergio Castellaneta si schiera al fianco di chi grida un secco e deciso «no» contro lo spostamento del reparto. «Non è una cosa casuale - accusa Castellaneta -, perché questa operazione era stata già tentata nel 1997. Erano state raccolte una decina di migliaia di firme, e allora me ne occupai in quanto presidente dell'ordine dei medici. Quello del Galliera non è un reparto di neuropsichiatria perché non ci sono letti, ma è un ambulatorio dove si recano le madri e i bambini che sono nati con gravi problemi psichici. Adesso per motivi economici si fa un'operazione scandalosa, perché significa mettere in difficoltà dei bambini che non hanno nessuna colpa».
Il direttore generale Andrea Lagostena promette che in caso di spostamento del reparto non cambierà nulla per i piccoli pazienti, anzi il servizio migliorerà, in quanto verrà integrato con altri. Promesse a cui non credono madri, medici e rappresentati della Consulta regionale per l'handicap. «Per noi è impossibile spostare 5000 persone ad un nuovo reparto di neuropsichiatria infantile che non conoscono, che non hanno mai visto - continua Piombo -. Ciò sarebbe distruttivo. Sicuramente un domani bisognerà trovare un sistema di lavori decentrati, però è un'operazione di equipe e di rete. Abbiamo anche scritto al cardinale Tarcisio Bertone che è presidente del Galliera, dicendo che per noi la chiusura di questo reparto è una cosa assurda». Anche Castellaneta rivolge un appello all’arcivescovo di Genova. «Spero che Bertone - dice -, tra un'omelia e l'altra ci ripensi e torni sui suoi passi, perché questa operazione mette in difficoltà numerosi bambini e le loro famiglie». I genitori chiedono che l'umanità e la professionalità dei medici del reparto di neuropsichiatria del Galliera non venga dispersa sul territorio. «Sono venuta a conoscenza di un'imminente chiusura del reparto - scrive una signora -. Questa notizia mi allarma e mi preoccupa perché per la mia famiglia come per moltissime altre famiglie, il reparto ha rappresentato un punto di riferimento importante in momenti molto dolorosi e difficili della nostra vita. Mi sono trovata ad affrontare all'età di nove anni un serio problema causato da frequenti crisi epilettiche La mia vita è cambiata, ed anche quella dei miei familiari. L'ospedale è diventato una parte importante della mia vita… In tutto questo percorso il meraviglioso gruppo del reparto mi ha accompagnato. Dapprima i miei figli ed infine mia nipote sono infatti stati seguiti da questa meravigliosa e affiatata equipe».