Neutralizzò il marito con il bromuro: la parola al giudice

Mentone, a processo la donna che rese impotente il consorte infedele

da Mentone

Il fatto è avvenuto in una famiglia di mezz'età appartenente alla buona borghesia. Moglie castra il marito piano piano, giorno dopo giorno, usando il bromuro.
Per mesi e mesi le ha somministrato ogni mattina una buona dose di ansiolitici a base di bromuro sciogliendoglieli nel latte che il povero marito, che poi si scoprirà fedifrago, ignaro di tutto trangugiava appena dopo essersi svegliato. Peccato che con il tempo l'insolita «cura» abbia provocato all'uomo un tale stato d'impotenza da impedirgli qualsiasi tipo di erezione. La sadica vendetta è stata perpetrata da una donna francese di cinquantasei anni che qualche anno fa venne a conoscere la relazione extraconiugale che il consorte, farmacista di tre anni più anziano, intesseva con un'altra donna di Mentone, la stupenda cittadina al confine italo-francese.
I protagonisti di questo insolito menage a trois appartengono alla borghesia più in vista del luogo ed il prossimo 19 novembre il fatto, che in città ha suscitato più di un'ilare reazione, verrà rievocato dinnanzi al Tribunale correzionale di Nizza ove la consorte tradita è stata rinviata a giudizio con l'accusa di lesioni personali aggravate. Non appena scoperta la tresca la consorte ha pensato il diabolico piano e, dopo essersi consultata con un andrologo, ha maturato nella propria mente accecata dalla gelosia la perfida vendetta: «mio marito ha perduto l'appetito sessuale nei miei confronti, si è detta, bene, neanche con la sua amante potrà sfogarsi!».
Detto fatto: ha iniziato mattina dopo mattina a centellinare la diabolica pozione nella tazza di latte ove il consorte farmacista imbeveva i proverbiali croissaint. Così un bel giorno il farmacista, che ironia della sorte è stato beffato proprio da uno di quei preparati che era solito predisporre nel laboratorio sito nel retrobottega del suo negozio, si è scoperto impotente proprio di fronte alla sua nuova fiamma. Situazione molto imbarazzante, che ha spinto l'uomo, senza alcun tentennamento a rivolgersi ad un luminare nizzardo in materia. Il responso è stato terribile: il povero farmacista era diventato impotente per sempre! Raccolta la denuncia del francese, la gendarmeria di Mentone ha iniziato ad indagare sulla moglie, quella ufficiale, ed in breve ha raccolto contro di lei una gran mole di indizi che ne provavano la colpevolezza. Immediato il suo deferimento all'autorità giudiziaria inquirente delle Alpi Marittime che, a piede libero, ha provveduto a rinviarla a giudizio.
Molti anni fa in Italia vigeva il cosiddetto «delitto d'onore», forte attenuante che veniva concessa all'uomo che si era macchiato del delitto della moglie che si fosse dimostrata fedifraga. Poi fortunatamente questo rimasuglio maschilista presente nel nostro codice penale venne espunto dall'ordinamento giuridico italiano. In Francia, paese forse più evoluto, invece è stata la donna ad attentare all'integrità fisica di quello che avrebbe dovuto essere il compagno di una vita. Magari qualche femminista esulterà, ma l'inciviltà di certi comportamenti dovrebbe invece balzare all'occhio di ogni osservatore attento e dunque non è proprio il caso di minimizzare o risolvere il tutto con una grande risata.