Neve e pioggia, un morto e un disperso per una valanga sul monte Baldo

Tre ragazzi sono stati travolti nel tardo pomeriggio da una valanga nel veronese: la massa nevosa si sarebbe
staccata in località Prai mentre i tre giovani, tutti di Malcesine due
con gli sci e uno con lo snowboard, stavano scendendo in fuoripista. Un disperso nel lecchese

Roma - Neve e pioggia in buona parte della penisola in questo primo week end di febbraio. Il maltempo ha fatto anche due vittime: una lastra di ghiaccio sull'asfalto è, infatti, con molta probabilità la causa di uno scontro frontale, sulla statale vigevanese, tra un pullman e un'auto a bordo della quale viaggiavano due sorelle di 51 e 42 anni residenti a Cesano Boscone (Milano).

Alto il rischio valanghe in montagna: proprio sotto una slavina è morto un ragazzo nel veronese. Per parecchie ore, nella notte, le precipitazioni nevose hanno interessato soprattutto le autostrade del Nord-Ovest, ma non sono state segnalate criticità, ad eccezione dei tratti autostradali in prossimità delle principali aree metropolitane lombarde, dove si sono avuti rallentamenti a causa del consueto traffico intenso del venerdì. Dalla tarda serata di ieri fenomeni di pioggia gelata si sono registrati su alcuni tratti dell'A26 tra Alessandria e Meina e della A1 tra Milano e Parma. Pioggia, invece, su tutta l'Emilia-Romagna. Neve sui passi e al valico dell'Autosole, nella zona di Pian del Voglio, ma c'é un miglioramento complessivo della situazione dopo la pioggia gelata che ieri sera aveva portato alla decisione di chiudere tutti gli svincoli tra Fidenza (Parma) e Milano.

Le abbondanti nevicate hanno fatto crescere il rischio valanghe. Tre ragazzi sono stati travolti nel tardo pomeriggio da una valanga sul Monte Baldo nel veronese: uno è morto, un'altro è disperso mentre il terzo, ferito, è riuscito a lanciare l'allarme. La valanga si sarebbe staccata in località Prai mentre i tre giovani, tutti di Malcesine due con gli sci e uno con lo snowboard, stavano scendendo in fuoripista. Slavine anche nel lecchese, dove continuano le ricerche del gestore di un rifugio disperso da stamani, e in Val d'Aosta (sette sciatori svizzeri sono stati travolti rimanendo però illesi).

In Veneto l'indice di rischio è stimato nel grado 3 (marcato), su una scala massima di 5 punti. Il pericolo di slavine è uguale sia sulle Prealpi, dove i fenomeni sono stati più copiosi - da 45 a 50 centimetri di neve in quota - che sulle Dolomiti, dove sono caduti tra i 10 e i 20 centimetri. Nel primo caso, però, il distacco di valanghe spontanee può essere più facile lungo pendii ripidi a causa delle neve vecchia sottostante. Sulle Dolomiti invece il rischio può essere rappresentato anche dal semplice sovrappeso di uno sciatore. Anche in Piemonte, dove dopo le nevicate è tornato a splendere il sole, cresce il pericolo di valanghe. E' ora 'marcato' (grado 3 su una scala che arriva fino a 5) e si attenuerà soltanto, e non in tutto l'arco alpino, lunedì, quando la regione sarà interessata da un abbassamento delle temperature.

Tra 48 ore, comunque, è prevista una nuova nevicata, dapprima sui rilievi meridionali e sulle pianure - informa il bollettino dell'Arpa - poi, da martedì, estesa a tutto il Piemonte.

Disagi per il vento, invece, in Sardegna. Il forte maestrale ha causato ritardi nell'arrivo delle navi provenienti dalla penisola. In particolare il traghetto Domiziana della Tirrenia partito da Genova per Olbia è giunto in porto tre ore dopo il previsto mentre l'Aurelia, che collega Civitavecchia con Cagliari, attesa in mattinata, è arrivata solo nel pomeriggio. Il vento ha raggiunto punte di oltre trenta nodi (circa 60 chilometri all'ora) e ha interessato soprattutto il mar Tirreno.