Neve a Malpensa, da 6 anni in causa

800 euro all’avvocato che perse l’aereo. Ma Sea ricorre e non paga

La neve è uno di quei pochi corpi che non rispondono alla legge di gravità: parte lenta e arriva giù ancora più lenta, o almeno questa è la sensazione che ci dà. Un fiocco può metterci anche sei anni prima di farci capire che intenzioni abbia, e non è certo che sia così rapido. L’avvocato milanese Giorgio Zamperetti ne sa qualcosa: dopo sei anni la Sea, società che gestisce gli scali milanesi, dovrà risarcirlo con 800 euro in quanto, durante le vacanze natalizie del 2000, non si era potuto imbarcare per le Maldive a causa delle nevicate che il 25 e 26 dicembre bloccarono le piste di Malpensa. Lo ha deciso la Terza sezione civile della Cassazione che ha dichiarato inammissibile il ricorso della società, a quei tempi presieduta da Giorgio Fossa, contro la sentenza con la quale il giudice di pace di Milano, nell’aprile 2002, accolse la domanda di risarcimento avanzata dal passeggero. L’avvocato non era potuto salire a bordo del volo della Skrilankan Ailines e aveva poi rifiutato un autobus che gli era stato messo a disposizione per raggiungere Fiumicino da dove sarebbe decollato con un volo sostitutivo. Attese a Malpensa che le piste tornassero praticabili e raggiunse le Maldive con due giorni di ritardo. Il giudice di pace aveva ridotto a 300 euro la richiesta risarcitoria del passeggero, oltre a 500 euro di spese processuali. Ieri la Cassazione, pur avallando la decisione del giudice di pace, ha respinto il ricorso della Sea in base a motivi tecnici in quanto avrebbe dovuto essere inoltrato alla Corte di Appello. Ma proprio questo ha rimesso tutto in discussione: era quanto Sea aveva fatto e ora ha dato mandato ai suoi legali di impugnare la sentenza del tribunale di Milano. E così quella nevicata di sei anni fa, fluttua ancora sopra all’aeroporto.