«Neve» su Milano: i cocainomani raddoppiano

Gioia Locati

Un’operazione di marketing. La molla che fa scattare il desiderio è la stessa che attira i nostri sguardi tra le file del supermercato. Nel carrello, insieme ai soliti prodotti, può cascare una scatola nuova, magari in offerta. E il gioco - in questo caso lo spaccio - è fatto. Cocaina, hascish e pasticche varie si trovano ovunque. «Non esiste più la piazza» dicono gli esperti, la droga è ubiquitaria, si insinua in ogni ambiente. E per proporsi approfitta dei momenti ricreativi. L’happy hour, la sauna o il dopo-cena. Tentacolare ma anche tentatrice. Come una sirena sa modulare il suo canto: alla persona oberata dagli impegni o allo studente assillato dal compito in classe assicura l’aumento di performance, la «produttività». I drogati stanno crescendo a dismisura, per gli studiosi è un fenomeno di mass market (mercato di massa). Per chi ne fa uso una via di fuga come un’altra. «Soprattutto i giovani hanno una percezione bassa del rischio, non si sentono drogati» è l’allarme degli esperti.
Una previsione sul prossimo triennio messa a punto dall’Osservatorio dipendenze della Asl milanese traccia un quadro preoccupante: i cocainomani raddoppieranno sicuro, dice lo studio. In commercio arriveranno dosi ridotte a prezzo stracciato, associate all’abbassamento del principio attivo. «Contemporaneamente verrà aumentato quello nei cannabinoidi (gli spinelli) - ha spiegato Roberto Mollica responsabile dell’Osservatorio Asl e fra i curatori dello studio Prevo.Lab (osservatorio previsionale) promosso da Regione e Asl - proprio per favorire il passaggio da una droga all’altra, all’apparenza solo un po’ più pesante». Il consumo di droga di massa ha preso piede una decina d’anni fa in Lombardia, Lazio e Puglia, «le altre regioni sono partite con più ritardo ma stanno guadagnando terreno, superando le prime tre, perché gli spacciatori hanno fatto tesoro degli errori iniziali nelle prime piazze». Lo spacciatore oggi è uno stratega del marketing, un venditore di morte camuffato da commerciante di sogni, uno psicologo perverso. E i compratori non sono abbastanza agguerriti per difendersi. La novità? Da provare. Come l’ultimo brivido propinato la notte di Halloween in un locale della città: 25 euro a testa per una sniffata di gas esilarante. Il primo «Fun gas party» a base di protossido di azoto (sostanza che si usa nelle anestesie e che fa ridere) ha registrato il suo incasso sulla pelle dei partecipanti.
Il consumo di cocaina ha avuto un’impennata anche fra chi è in cura per le dipendenze: nel 1995 nei Sert milanesi i cocainomani erano il 4 per cento contro il 96 per cento di eroinomani. Oggi chi usa eroina è sceso al 70 per cento e chi sniffa cocaina è passato al 30 per cento. Ma anche il futuro dell’eroina è previsto più che florido. «Non siamo in grado di dire di quanto - ha anticipato Mollica - ma siamo certi che si tornerà a consumarne. Già adesso l’eroina si può sniffare o mangiare. Arriverà in una formula “depotenziata” per favorirne l’assunzione occasionalmente».
E veniamo ai numeri che fotografano le abitudini dei giovani milanesi (indagine Asl del 2004, sottostimata per ammissione degli stessi ricercatori): il 45 per cento dei ragazzi fra i 15 e i 24 anni ha fumato spinelli nell’ultimo anno, di questi il 10 per cento ha sniffato cocaina e l’1,5 per cento ha fatto uso di eroina. Una ricerca del San Raffalele svolta nel 2003 su adolescenti fra i 14 e i 19 anni dice che il 42 per cento di loro usa droghe, nel 90 per cento marijuana. Ma un 20 per cento di quattordicenni ha dichiarato di aver sniffato coca nell’ultimo mese.