Neve, tutta la verità sul falso allarme

Rientra nel classico «Al lupo, al lupo» il caso «Big Snow» di questi giorni. Dal centro metereologico Epson confermano che la neve su Milano era sì prevista, e più di quella che è scesa ieri in mattinata dalle 11 alle 14, ma che nessun metereologo serio avrebbe potuto definire questa precipitazione una «Grande Nevicata» con dieci centimetri di strato bianco, come si è letto su qualche sito internet, al punto da far scattare uno stato d'allarme con la preparazione di tonnellate di sale e centri operativi pronti a intervenire. Dal Comune sostengono che non è stato fatto nulla e che ci si è attenuti al protocollo stabilito in base al bollettino diffuso dal Centro polifunzionale della Regione che ha dato l'allerta. Eppure l'attesa di una copiosa presenza nevosa era in città tra la gente e i passanti, che contano di più di voci ufficiali e istituzioni che parlano e smentiscono.
«Il vero problema sta nel fatto che nel nostro Paese non esiste alcuna normativa in campo metereologico e la questione si aggrava ulteriormente con l'arrivo di internet, dove le previsioni proliferano. Due amici possono aprire un sito meteo e dichiarare che domani scenderanno 15 centimetri di neve su Milano, come ho letto in questi giorni su alcune pagine in rete. E' inutile negare ora. Il grido di una «Big Snow» c'era ed era sbagliato. Anche noi ci aspettevamo di più di quanto è successo, ma in ogni caso anche quei pochi centimetri sarebbero stati nella norma. Teniamo presente che intorno alla città la neve è scesa. Torino, Varese, Parma, Piacenza sono bianche» afferma Daniele Izzo della Epson. La neve è una manifestazione difficile da prevedere, perché basta l'oscillazione di mezzo grado per impedire che le gocce di pioggia si trasformino in fiocchi, quell'oscillazione che in effetti si è verificata a causa del ritardo della perturbazione.
«Al lupo, al lupo», ma il lupo non si è presentato e stando alle previsioni non si presenterà almeno fino alla metà di febbraio. «Per un metereologo l'inverno inizia il 1 dicembre e finisce il 28 febbraio, in base a queste due date possiamo affermare che questo è uno degli inverni più miti e piovosi che abbiamo avuto. Le piogge continueranno fino a martedì» specifica ancora Izzo, che parte da questo caso per invocare una regolamentazione più seria nel settore della metereologia, al quale si indirizza sempre l'accusa di fallire, ma questo perché lo studio sul tempo è ancora una regione libera dove scorribandano pirati che in altri campi non avrebbero il diritto di parlare. L'inverno 2014 è anomalo ma per ragioni opposte alla «Big Snow»: è dolce e con tante nubi.