«New entries» Arte da vedere e da leggere

Opere e interviste. Ma non solo. Edizioni, saggi e una critica della nuova arte contemporanea che sta crescendo sempre più fuori dagli schemi e che incontra il gusto di noti galleristi, artisti, studiosi e collezionisti. «New entries» è il titolo di questa bizzarra ma interessante rassegna allestita all’Associazione Contemporanea di piazzale Biancamano a cura di Marina Pizziolo e Marco Ravasio in collaborazione con Daniela Giussani e Antonio Stellatelli, su progetto grafico di Maria Tassi con l’allestimento di Marcello Romagnolo. Marina Pizziolo nel saggio che apre il catalogo della mostra parla dell’«Urlo» di Munch come una risata, sottolineando che questi sono gli anni dell’autocritica. «L’arte è diventata specchio di sé, potente autoriflessione su se stessi. Ma quando l’arte ha imparato l’arte di ridere?...». Il tutto appare come una trama compositiva. E fin qui è tutto normale. Ma per la Pizziolo è l’imbuto della storia che consente di filtrare il molteplice, isolando quello che resta di tanto sperimentale. Stiamo parlando di un’arte nuova che graffia le cose con ironia. L’opera «senza titolo» di Gabriele Arruzzo del 2006 getta le coordinate di una pittura a cavallo con la grafica che ricorda tanto la «Zattera» di Thèodore Gerichult. Un naufragio contemporaneo accompagnato da un ironico salvataggio. Anche Andrea Mastrovito in «Guernica 2005» fa il verso a Picasso. Ma anche J&Peg, «Wast Land» del 2006 gioca con i simboli, la precisione, come «Comunione» di Luigi Presicce. Più cupa è la scultura di Gehard Demetz, un bambino con una forbice in mano e un bracciolo di salvataggio come dire: «L’arte è ciò che ci salverà?». Ironico Andrea Bianconi con il suo «Spy cup». Luigi Presicce, Andrea Mastrovito, Cristiano De Gaetano, Danilo Buccella, Andrea Bianconi e Matteo Bergamasco aprono nuovi scenari vuoi per materia che per spirito.