NEW ORLEANS, «GAIA» BATTE DISCOVERY

Singolare coincidenza di programmazione, mercoledì in prima serata, tra la puntata speciale di Gaia su Raitre che si occupava della tragedia di New Orleans causata dalla violenza di «Katrina» e il documentario Uragani che il canale satellitare Discovery Science ha mandato in onda allo stesso orario. La sovrapposizione dei due programmi consente qualche osservazione su alcune sostanziali differenze fra l'offerta della tivù generalista e quella satellitare, in una stagione che vedrà allargarsi la sfida portata ai pacchetti Sky grazie al consolidarsi della proposta del digitale terrestre da parte di Mediaset e La7, all'intensificarsi dell'offerta giornalistica sui canali generalisti e alla prossima messa in onda su Raidue di alcune belle serie televisive americane (Lost e le Casalinghe disperate) che finora erano visibili solo sul satellite. La prima differenza è piuttosto scontata ma comunque non trascurabile: quando le reti generaliste si gettano sull'attualità (e nel caso di New Orleans lo hanno fatto con ritardo causa il tradizionale «chiuso per ferie» estivo) non temono rivali rispetto al satellite. Il documentario di Discovery Science, ad esempio, era visibilmente datato pur offrendo una panoramica abbastanza esaustiva della genesi degli uragani e del loro sviluppo non ancora prevedibile nonostante l'aiuto consistente dei satelliti. C'era anche un'inquietante previsione profetica sui potenziali danni che avrebbe provocato un uragano indirizzato proprio su New Orleans, e un'altra che riguardava la vulnerabilità di una metropoli come New York al cospetto di eventuali uragani (gli abitanti della Grande Mela avranno toccato ferro). Però il tutto seguiva lo schema ormai classico di questo tipo di documentari che appaiono un po' tutti uguali, con la ripetizione un po' ossessiva degli stessi concetti e il «compitino» di qualche intervista di rito all'esperto di turno. La puntata di Gaia, pur altrettanto ansiogena, ha visto Mario Tozzi e Maurizio Mannoni partire dalla tragedia di New Orleans (corredata di immagini inedite) per poi allargare il discorso alla possibile prevenzione, toccando temi culturali, politici ed etici che hanno conferito un respiro più ampio al discorso. A margine di questa inaspettata «contrapposizione» tra i due programmi va segnalato un aspetto che sta acquisendo sempre maggior peso: il documentario di Discovery era interrotto ogni quarto d'ora dalla pubblicità, mentre lo speciale di Gaia ha avuto come di consueto solo due interruzioni pubblicitarie. Che lo spettatore debba pagare l'abbonamento ai pacchetti della tivù satellitare per poi doversi sorbire in dosi massicce lo spot della Marini che lancia il telefonino a Cecchi Gori comincia a diventare un altro bel paradosso televisivo.