A New Orleans non c’è limite al peggio: pronte per l’uso 25mila bare di plastica

Massimo M. Veronese

Le truppe messicane del generale Francisco Ortiz Valadez hanno superato la frontiera, senza incontrare resistenza, e adesso, attraversato il Rio Grande, si dirigono verso San Antonio. Una carovana di quarantacinque veicoli equipaggiati di tutto, cibo, medicinali, cucine mobili, depuratori. E gente armata fino ai denti. Era dal 159 anni che l’esercito messicano non violava il sacro suolo degli Stati Uniti d’America. Allora occuparono un territorio in Texas, vicino alla frontiera poi si scatenò la guerra per stabilire una volta per tutte dove iniziava il Messico e dove finivano gli Stati Uniti. E la Casa Bianca adesso prepara gli americani al peggio: «Sarà una catastrofe, diversa e peggiore da tutte quelle che gli Stati Uniti hanno conosciuto finora». Ma non è l’esercito messicano a far paura. E l’esercito dei bodybag, i sacchi di plastica per le salme, che terrorizza l’America. Ne sono sbarcati 25mila in Louisiana, due volte e mezzo i morti temuti fino a ieri, una cifra spaventosa, una cifra che nessuno si aspettava. Per recuperare tutte le vittime la protezione civile americana ha persino subappaltato la raccolta dei cadaveri: sono troppi anche per loro.
Non è l’unico numero a mettere i brividi: un milione di persone evacuate, 400mila posti di lavoro perduti e il Congresso è pronto a mettere a disposizione fino a 1 miliardo di dollari al giorno per assistere le vittime di Katrina. Fino a quando non si sa. E poi ci sono i soliti, quelli che non se ne vogliono andare. Nella città fantasma, dove restano meno di 10mila persone, cioè un abitante su cinquanta, l'ordine di evacuazione coatta del sindaco Nagin non è stato finora eseguito: né la polizia, né i militari hanno usato la forza, se non quella psicologica dell'intimidazione. Jack Jones, che vive nel French Quarter, ha la casa piena di cibo e di acqua in bottiglia e acqua corrente per lavarsi: in casa sua non è mai entrata nemmeno una goccia, quanto basta per chiedere di essere lasciato in pace. Ma non è detto che lo accontentino, con le buone o con le cattive. Patrick McCarthy, uno come lui che sta al Garden District, proprietario immobiliare, racconta che gli sono arrivati in casa «un sacco di militari giovani e armati di M16. Non mi hanno minacciato, ma ho capito il messaggio... ». Ai soldati che evacuavano in ambulanza un vecchietto di 86 anni che aveva pochissima voglia di andarsene, una voce di donna nascosta dietro la porta di casa ha gridato tremante: «Occupatevi dei bambini invece che di noi. Meglio morire qui che vivere altrove». Hai voglia a spiegargli, come fa l'agenzia Usa per la protezione dell'ambiente, che le acque che inondano New Orleans sono talmente contaminate che qualsiasi contatto, persino quello semplice della pelle, è pericoloso. Certo il pompaggio dell'acqua per prosciugare la città prosegue, ma lentamente, perché, delle 148 idrovore cittadine, solo 23 funzionano, comprese tre portatili. Si fa quel che si può.
Anche gli sfollati non sembrano dell’umore giusto. Quattromila di loro si sono rifiutati di salire su due navi da crociera, la Ecstasy e la Sensation, i nomi giusti quando sei con l’acqua alla gola, messe a disposizione dal governo come alloggio temporaneo per chi ha perso casa. Le due imbarcazioni possono ospitare a bordo 4.000 persone in tutto. Dicono che non vogliono abitare su un rifugio galleggiante con addosso ancora il trauma dell’alluvione. Anche per questo un gruppo di arrabbiati tutti delle aree costiere di Louisiana, Mississippi e Alabama hanno marciato ieri sera per protesta sulla Casa Bianca.
E tra predicatori che minacciano la fine del mondo e integralisti che ringraziano Allah per avere punito gli infedeli ci mancavano giusto le Cassandre a mettere di buonumore la truppa. L’ultima rivelazione l’ha riferita al Los Angeles Times la sismologa californiana Lucy Jones. Giura che nell'agosto 2001 la protezione civile americana ipotizzò i tre peggiori scenari di catastrofe negli Usa: al primo posto un attacco terroristico a New York, al secondo un uragano devastante a New Orleans e al terzo un micidiale terremoto in California. Due su tre si sono avverate. E se tira quest’aria chi vuoi che si preoccupi dell’esercito messicano alla frontiera...