New York, Occupy WSlascia lo Zuccotti Parksgomberato dalla polizia

La polizia sgombera la piazza simbolo delle proteste. Ma un giudice si oppone: "il parco è privato, non si può fare"

L'avventura dei manifestanti di Zuccotti Park è finita questa notte. La polizia newyorchese ha sgomberato nottetempo Liberty Square Plaza, simbolo delle proteste di Occupy Wall Street, obbligando a lasciare la piazza tutti i manifestanti che, ormai da metà settembre, ne avevano fatto il proprio luogo di residenza, dando il via a una scia di iniziative simili, che hanno coinvolto anche la città californiana di Oakland, sede di una protesta "indignados" sfociata in una serie di arresti e vandalismi che avevano seriamente impensierito le autorità.

A Zuccotti Park, commenta un comunicato degli stessi manifestanti, rimarrebbe ora solo un piccolo manipolo di irriducibili accerchiati dalla polizia. "Liberty Square, luogo della nascita del movimento del 99% che si è esteso in tutto il mondo - si legge nel documento - sta per essere evacuata da ingenti forze di polizia".

La polizia puntava a liberare prima dell'alba la piazza perché potesse essere "pulita e ripristinata all'ordine", ma più probabilmente lo sgombero finirà entro sera. Nel corso dell'operazione sono sta fermate circa 200 persone che non volevano abbandonare la piazza e continuavano a protestare nelle vie vicino all'accampamento. "Il parco è nostro", cantavano nella notte i manifestanti, con la polizia che iniziava a farsi largo tra le tende piantate abusivamente. Alcuni invitavano a costruire delle barricate e a resistere al provvedimento. Durante la giornata i manifestanti hanno cercato di ritornare nella piazza appena liberata, scontrandosi contro la polizia, schierata in tenuta antisommossa.

I legali di Occupy Wall Street si starebbero muovendo per cercare di far dichiarare illegale lo sgombero del campo. A spalleggiarli ci sarebbe la decisione di un giudice newyorchese, secondo il quale lo sgombero non poteva essere attuato, dato che il parco è di proprietà di privati. Decisione che non è però servita ai manifestanti, dato che è arrivata quando ormai il parco era stato liberato dalle tende.

Ma la cacciata del movimento Occupy dal luogo simbolo della protesta non è che una delle azioni intraprese. Poco prima dello sgombero di di Zuccotti Park ieri mattina sono stati eseguiti oltre 50 arresti a Oakland. I manifestanti si sono detti pronti a ricostruire l'accampamento altrove. Centinaio di persone si sono messe in marcia verso la città. Altri sgomberi si sono avuti nei giorni scorsi a Portland, nell’Oregon, a Salt Lake City, Denver, Saint Louis, New Orleans, nella californiana Eureka e in Vermont, nel tentavo di riportare nei limiti della legalità le proteste di Occupy.
"Nessuno si oppone al diritto di protestare", hanno commentato le autorità comunali di Oakland, ricordando però che soltanto il mese scorso l'occupazione del suolo e il tentativo di contenere i manifestanti sono costati alla città 2,4 milioni di dollari.

I manifestanti non sembrano però intenzionati ad arrendersi e nonostante sgomberi e condizioni climatiche non più favorevoli stanno spostando i propri accampamenti nei campus universitari. Molti attivitisti legati al movimento stanno convergendo sull'Università della California a Berkeley per l'ennesima giornata di proteste, parallela allo sciopero indetto da studenti e sindacati dei dipendenti dell'ateneo.

La cacciata dei manifestanti da Zuccotti Park è un colpo non indifferente per il movimento, che per dopodomani aveva in programma la celebrazione del secondo anniversario mensile di Occupy Wall Street e la realizzazione di una protesta, una sorta di "sfilata carnevalesca", che portasse alla chiusura del mercato newyorchese di Wall Street.