New York è in rosso E la moda punta sul nero

Calvin Klein veste lo chic di un solo colore. Una cerentola somala esalta il vintage di Lauren

New York - Il sogno americano si materializza sulle passerelle di New York con un omaggio all'Inghilterra, nella mai sopita ricomposizione delle parti dalla Guerra d'Indipendenza in poi. Così Ralph Lauren, insuperabile maestro di stile ed eleganza portabile, inventa la storia di una romantica donna inglese che abita nel castello avito immerso nel verde del Surrey o del Devonshire passando dal giorno alla sera senza soluzione di continuità. Per combattere il freddo dei grandi saloni, indossa lunghi cardigan di cashmere ereditati dal padre sui fantastici abiti da cocktail corti e ricamati con luccicanti cristalli sul raso color «Taupe» («talpa» non fa chic dicono gli esperti) oppure da gran sera e quindi lunghi, dritti a colonna ma con sublimi drappeggi sulla schiena spesso velata da inserti di pizzo. L'alternativa a tanto sontuoso splendore sono i completi giacca, pantalone e panciotto di taglio maschile oppure i raffinati calzoni da cavallo (nome in codice «Jodhpur») che lo stilista propone in velluto di raso e fa indossare alla stupenda modella somala, Ubah, protagonista della sua ultima campagna pubblicitaria e di una storia fatta apposta per incantare l'America di Obama. Fuggita in Kenya con il padre rifugiato politico ed emigrata in Canada, Ubah ha ritrovato la madre e la sorella dopo 10 anni andando a chiedere i buoni pasto in un ente benefico di Vancouver. Poi un talent scout l'ha lanciata prima in copertina su «Vogue Italia», poi alla corte di Lauren.

Da Calvin Klein il bravissimo Francisco Costa s'ispira allo chic eccentrico di Nancy Cunard, la nobildonna inglese che negli anni Trenta ebbe una serie di amanti famosi Aragon, Huxley, Hemingway pur avendo una passione tanto fisica quanto politica per gli uomini di colore. «Lancio il nuovo nero» dice lo stilista facendo senza volere una gaffe che gli viene subito perdonata perché la collezione è un autentico capolavoro di ricerca sui materiali per cui il velluto lavato, dipinto, lavorato a jacquard oppure trattato ad enzimi assume l'aspetto della terra spaccata dal sole nel New Mexico, a Santa Fè. Tommy Hilfiger pensa invece alla Fifth Avenue e alle American Icon tipo Ali McGraw in Getaway! o Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany. «La Quinta Strada è il luogo in cui la sensibilità incontra il lusso - dice - ma visti i tempi che corrono ci vogliono cose ben fatte con un giusto rapporto qualità e prezzo». Ecco perché i suoi magnifici cappotti di cashmere costeranno massimo 600 euro pure nella boutique in costruzione sulla Quinta.

Qui apre i battenti anche Modellato, griffe di gioielli e orologi prodotti in Italia che lo scorso dicembre ha registrato un aumento di vendite del 10 per cento rispetto al 2007. «Nei momenti di crisi - spiega l’amministratore delegato Massimo Carraro - la gente non butta via denaro, cerca valore e qualità». La formula magica che in America si traduce con «Value for money» trova la sua apoteosi sulla passerella di Donna Karan dove sfilano superbi abiti di grisaglia drappeggiati, cappotti in vicuña naturale e strepitose collane di design. Gli stessi colori (grigio, cammello e nero) si ritrovano nella collezione di Proenza Schouler, marchio disegnato da Jack McCollough e Lazaro Hernandez, due stilisti che a soli trent'anni hanno talento ed energia da vendere. L'unica cosa davvero interessante invece della sfilata di Zac Posen sono le scarpe create da Manolo Blahnick. Più convincente la moda di Rodarte, ma sarà dura vendere un abito a 50 mila dollari solo perché fatto artigianalmente in una città lontana dai circuiti dell'alta moda come Pasadena.