Da New York a Santiago

«Quando cammini per giorni immersa nel silenzio, lungo il Camino de Santiago, sotto il sole che brucia o la pioggerellina che batte fitta fitta sulla tua mantella, dopo un po' la testa inizia a viaggiarti a mille. E inizi a chiederti: cosa sto cercando di dimostrare? E a chi? E, soprattutto, perché mi sono portata dietro mia figlia dodicenne?» I dubbi appartengono a Kathryn Harrison, autrice de «Il cammino di Santiago», appena arrivato in libreria per Feltrinelli Traveller (128 pagg., 11 euro). Il punto di vista della Harrison è quantomeno originale: madre e figlia, cittadine di New York, si mettono «sul cammino» insieme. La prima per star lontana dal lettino dello psicanalista, la seconda con il broncio e il pensiero interamente rivolto all'inizio del nuovo anno scolastico. Un diario di pellegrinaggio contemporaneo, intimo e onesto, in cui è facile identificarsi con le protagoniste, perché il contatto con il quotidiano non si perde mai: mentre di giorno si esplorano paesaggi mentali, si fanno esami di coscienza e ci si ravvede per un futuro migliore, la sera, nelle soste in albergo tra una tappa e l'altra, la madre lava mutande e calzini e la figlia si incolla a MTV.