NEW YORK TIMES, ACCUSE A ROMA

Traffico caotico, vandali e insediamenti illegali che si moltiplicano: sono i problemi quotidiani che affliggono i tesori della Via Appia a Roma, ai cui malanni il New York Times ha dedicato ieri un ampio, e poco edificante, servizio. La ricchezza del passato custodita nel parco regionale dell’Appia Antica è troppo spesso vittima di nuovi barbari, secondo la denuncia fatta al quotidiano americano dall’archeologa Livia Giammichele, che ha puntato l’indice contro residenti dell’area, attività commerciali e costruzioni più o meno legali realizzate lungo l’Appia. Una preoccupazione confermata anche da Rita Paris, funzionario dei beni archeologici responsabile per la Via Appia. Nell’area più vicina al centro di Roma, ha detto la Paris al New York Times, «ci sono atti di vandalismo quasi ogni notte». Il quotidiano ha passato in rassegna gli interventi degli ultimi anni del ministero dei Beni Culturali e le possibili soluzioni avanzate per l’Appia, pur sottolineando - nelle parole di Adriano La Regina, presidente del parco - che «non si può certo costruire un Muro di Berlino per proteggerla da tutti questi problemi». «Sebbene l’idea di creare un parco pubblico - si legge nella lunga inchiesta pubblicata ieri in rete - lungo la via risale ai tempi di Napoleone è stato solo nel 1965 che i seimila acri del lotto sono stati resi pubblici. Nel 1988 la Regione Lazio ha istituito il parco regionale dell’Appia Antica. Tecnicamente questo significa che l’area è protetta da severe leggi che preservano il prezioso habitat naturale. Ma la realtà è ben più complessa. L’area del parco è infatti vasta e difficilmente monitorabile. A complicare la situazione ci sono stati infine alcuni condoni che, secondo la critica locale, hanno incoraggiato la costruzione di abitazioni illegali nella certezza che prima o poi sarebbero state condonate».