New York Times, bufera per l’appoggio alla Clinton Carter voterà Obama

da Washington

Bufera sul New York Times: il mensile Vanity Fair ha rivelato che i 20 membri del suo comitato editoriale avevano deciso a maggioranza di appoggiare Barack Obama, ma il quotidiano andò poi in stampa con un «endorsement» per Hillary Clinton dopo aver ceduto alle pressioni dell’editore Arthur Sulzberger. «Il comitato editoriale aveva deciso per Obama nelle primarie di New York. La campagna di Hillary lo venne a sapere e chiamò uno dei suoi maggiori sostenitori finanziari, il banchiere Steven Rattner, che è il migliore amico di Sulzberger», ha scritto Vanity Fair: «Rattner implorò Sulzberger che a sua volta, in seguito a queste richieste, scavalcò gli editorialisti». Dopo l’articolo di Vanity Fair il board è stato costretto a una reazione: «Sulzberger non ci ha messo in minoranza, Vanity Fair ha preso un colossale abbaglio», ha detto il direttore della pagina degli editoriali Andrew Rosenthal.
Intanto Obama continua a rastrellare fondi e appoggi: il senatore dell’Illinois ha raccolto oltre 40 milioni di dollari in marzo, meno del record di febbraio (55 milioni) ma il doppio della rivale. Quanto agli appoggi Obama potrebbe aggiudicarsi il voto di un importante superdelegato, Jimmy Carter, l’unico ex presidente democratico ancora in vita oltre a Bill Clinton. Pur non annunciando un «endorsement» formale, Carter ha infatti lasciato intendere che sosterrà il senatore dell’Illinois alla convention di fine agosto. «Obama ha vinto nel mio Stato, la Georgia. La mia città lo sostiene, i miei figli e le loro mogli lo sostengono. I miei nipoti lo sostengono. Non dirò la mia scelta, ma lascio immaginare a voi» ha detto. Carter si aggiunge ad una crescente lista di superdelegati democratici che hanno deciso di appoggiare Obama. Il senatore dell’Illinois ha anche iniziato a corteggiare l’ex vicepresidente di Bill Clinton, Al Gore, il cui appoggio, secondo gli esperti, sarebbe in grado di sbloccare la corsa alla nomination e a cui ha offerto un posto da ministro nel suo governo. Un appoggio che per Obama può rivelarsi invece imbarazzante è quello ricevuto da Jane Fonda, l’ex Barbarella di Hollywood e pasionaria negli anni Sessanta contro la guerra del Vietnam, che si è schierata per lui. Jane, pacifista a oltranza, rischia di scoraggiare i repubblicani che potrebbero saltare il fosso e votare per il senatore dell’Illinois in novembre.