New Zealand martella E adesso Luna Rossa rischia davvero l’eclissi

«Emirates» infligge un’altra sconfitta agli azzurri e si porta sul 3 a 0

da Valencia

È proprio difficile cominciare a smontare le speranze che finora una bella Luna Rosa ci aveva fatto nascere. Speranze di vederla in Coppa America contro Alinghi, addirittura non solo in regata ma anche di batterla. Speranze di portare la Coppa America a Napoli, Cagliari, Trapani. Invece le cose vanno male. Ieri è arrivata la terza sconfitta. Ogni giorno la situazione, invece di migliorare, peggiora. Ieri il cronometro si è fermato solo dopo un minuto e trentotto secondi da quando era passata Emirates Team New Zealand. L'equipaggio kiwi, al solito, non ha espresso il minimo sussulto di gioia, ha solo educatamente salutato una centinaio di tifosi che hanno traversato gli oceani per arrivare a sventolare le loro bandierine. Sembra impossibile, sembra tutto fuori misura. Possibile che decine di tecnici abbiano tutti sbagliato? Possibile che i fortissimi all blacks della vela siano stati così abili da crescere fino a diventare irraggiungibili? Diciamolo senza ipocrisie: la situazione di Luna Rossa dopo la terza regata è davvero pesante. La giornata è presto detta: Luna Rossa entra in partenza con la bandiera gialla del favorito. James costringe i kiwi a un lunghissimo dial up, più di tre minuti con le barche ferme sul posto, poi a marcia indietro.
Poi sospinge i kiwi oltre la linea, sembra proprio averli in pugno. Si pensa «eccolo finalmente, è lui, si è svegliato». Poi nell'ultimo minuto molla la presa, invece del ko definitivo rientra per tagliare canonicamente in velocità. I neozelandesi sono temporaneamente impappinati, Luna Rossa viaggia a dieci nodi, loro a cinque. Ma l'illusione dura poco. Riescono a trasformare lo svantaggio in vantaggio, come al solito. Il vento li aiuta. Il soffione arriva da destra, sempre dalla loro parte. E Luna Rossa vede svanire il vantaggio che le avrebbe consentito di essere davanti al primo incrocio. Invece di tagliare la strada all'avversario deve sperare che il vento torni verso sinistra. Non succede, manco a dirlo e agli uomini di de Angelis tocca mangiare le polvere ancora una volta. Il distacco sale. Il mastino Hutchinson, il tattico avversario, lascia poca libertà a Luna Rossa.
Dopo l'arrivo Francesco de Angelis ammonisce: «I conti si fanno alla fine». Si discute su chi voleva la destra, chi la sinistra. Ci raccontano che Torben ha dato indicazione a James per la migliore partenza possibile. Purtroppo qualcuno ha tirato il freno a mano e ancora non si trova come sbloccarlo. Cosa manca alla Luna? La cosa più evidente sembra essere che James Spithill non è a suo agio. Gli manca la zampata del leone, gli manca la sicurezza. E attenzione, questo potrebbe essere un problema non suo, non è opaco perché ha dormito male un paio di notti. Forse non sa bene su chi fare affidamento, chi ascoltare. James è una risorsa, va usata meglio. Forse, ma non siamo a bordo, vanno accolti i suoi desideri.
L'atmosfera? I musi lunghi alla base ci sono, ma tutto sommato per il momento non cede. Max Sirena promette: «Rispetto a Bmw Oracle è cambiato l'avversario. Ma non finirà cinque a zero - dice - noi abbiamo le qualità per vincere, il nostro è un team forte e stiamo incontrando uno dei team più forti che ci siano». A chi gli fa notare che sembrano più rapidi Sirena risponde: «Le velocità sono uguali, anche gli angoli di bolina. Quando un avversario ha più vento e naviga nel buono sembra avere un angolo migliore, ma in realtà è proprio il vento che lo porta su». Insomma, si può continuare a crederci.
Oggi il giorno di riposo sarà un momento di riflessione e lavoro. È possibile che si siano modifiche tecniche e umane domani al risveglio. Intanto non abbandoniamo Luna Rossa.