News on line a pagamento? No grazie, ci sono i portali

Sarà mai possibile far pagare su Internet la lettura dei quotidiani come più volte suggerito dal magnate australiano Rupert Murdoch che già lo fa per il suo Wall Street Journal? Secondo un sondaggio realizzato da Nextplora per Microsoft sull’uso di Internet nella comunicazione l’impresa è quasi impossibile. «I numeri parlano chiaro - ha spiegato Andrea Giovenali di Nextplora - già ora il 61% dei giovani dai 18 ai 24 anni cerca le notizie di attualità e di politica non dai siti dei quotidiani ma direttamente dai portali (come Msn, Libero, Virgilio) che offrono una molteplicità di informazioni gratuitamente. Mentre le persone dai 45 ai 54 anni al 77% sono attratte dai siti dei quotidiani. Ma se le notizie sui quotidiani online fossero a pagamento la quota dei portali crescerebbe certamente ancora».
In pratica la sfida tra new media e carta stampata si prospetta difficile anche perché sempre secondo la ricerca di Nextplora, che interessa però solo i 20 milioni di italiani che già navigano frequentemente sul web, l’interattività e la pluralità delle fonti ha portato la rete , con una quota del 20%, sul secondo gradino del podio dei mezzi più influenti dai quali trarre informazioni sulla politica.
Al primo posto c’è sempre, e ben distanziata, la televisione al 47% mentre la stampa segue con un 17%. L’analisi ha anche evidenziato che i sistemi di messaggistica istantanea (IM come Messenger ad esempio) coinvolgono il 73% degli internauti italiani con picchi di 62 milioni di messaggi all’ora. L’uso dei siti di social networking ormai accessibili facilmente anche dai cellulari cresce ancora a due cifre passando dal 49% di sei mesi fa al 61% odierno. Il legame fra le due piattaforme di comunicazione è evidente: l’84% degli utenti di Istant Messaging ha un account su siti di social networking come Facebook, Youtube e altri minori. Secondo lo studio Nextplora inoltre, il 73% della popolazione italiana attiva su internet ha parlato frequentemente di politica nell'ultimo mese. E la maggioranza ritiene che la rete non sia abbastanza utilizzata dai partiti politici per comunicare veramente in maniera fattiva con gli elettori.