News of the World, morto giornalista Denunciò lo scandalo intercettazioni

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Sean Hoare, ex
cronista del tabloid <em>News of the World</em>, che per primo rivelò che Andy Coulson, ex direttore del giornale e poi
direttore della comunicazione del premier David Cameron, era a conoscenza delle intercettazioni illegali, è stato
trovato morto nella sua casa di Watford
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Londra - Sean Hoare, ex cronista del tabloid News of the World, che per primo rivelò che Andy Coulson, l’ex direttore del tabloid e poi direttore della comunicazione del premier David Cameron, era a conoscenza delle intercettazioni illegali, è stato trovato morto nella sua casa di Watford. Giornalista di spettacolo del Sun e di News of the World, era stato licenziato per problemi di droga e alcol.

Denunciò lo scandalo intercettazioni Aveva denunciato fra i primi lo scandalo delle intercettazioni illegali condotte per anni dal giornale della domenica di proprietà di Rupert Murdoch chiuso nei giorni scorsi. Secondo la polizia le circostanze delle sua morte non sembrano sospette. Hoare aveva scoperto l’esistenza delle pratiche di intercettazioni quando un collega lo aveva consigliato di rivolgersi a uno dei suoi capi per scoprire dove si trovasse una persona su cui stava scrivendo un articolo. Il responsabile era tornato poco dopo con le informazioni richieste e gli aveva rivelato che la persona in questione si trovava in Scozia.  

La Brooks libera su cauzione Rebekah Brooks è stata liberata ieri sera su cauzione. Fino a venerdì scorso era l’amministratore delegato di News International, la divisione britannica del gruppo editoriale News Corporation di Rupert Murdoch. In passato è stata direttrice di News of the World e The Sun. Brooks si era dimessa venerdì a causa dello scandalo sulle intercettazioni illegali e la corruzione di poliziotti da parte di News of the World. Con queste accuse era stata arrestata a Londra ieri intorno a mezzogiorno. Insieme a Rupert Murdoch e al figlio James dovrebbe essere ascoltata domani alla Camera dei Comuni a proposito dello scandalo. Non è chiaro in questo momento se parteciperà all’audizione.

Murdoch sempre più indebolito Lo scandalo delle intercettazioni potrebbe avere come effetto collaterale quello di ridurre il potere della famiglia nella gestione dell’azienda, specie dopo la pubblica lettera di scuse pubblicata sui principali quotidiani britannici, prassi mai adottata da alcuna testata del gruppo. Come riporta il quotidiano britannico The Independent, l’80enne Murdoch - che non ha ancora designato esplicitamente un successore - all’interno del gruppo è infatti l’unico paladino del ramo britannico - che contribuisce relativamente poco ai profitti - ma non ha saputo prevedere l’effetto dello scandalo su tutte le altre testate, comprese quelle statunitensi, che considerano tabloid come il News of the World come un imbarazzo. Il cda di News Corp infatti considera la televisione via cavo come l’asset di gran lunga più importante dell’impero di Murdoch, tesi che sarebbe condivisa anche dal figlio del magnate, James e soprattutto dal principale dirigente operativo del gruppo, Chase Carey: il tramonto di Rupert e l’eventuale coinvolgimento del figlio nello scandalo lascerebbe la gestione nelle mani di quest’ultimo, di cui gli investitori hanno già dimostrato di fidarsi.

Scotland Yard: dopo il capo si dimette anche il vice A meno di 24 ore dalle dimissioni del numero uno di Scotland Yard, Sir Paul Stephenson, se ne va anche il numero due John Yates. Le dimissioni sono legate al ruolo di Neal Wallis, l’ex vicedirettore di News of the World assunto da Scotland Yard come uomo-immagine part time nel 2009 e 2010. In mattinata sembrava che la Metropolitan Police fosse orientata a sospendere Yates fintanto che sono in corso le inchieste sulle intercettazioni dei tabloid di Rupert Murdoch e sui pahgamenti ai poliziotti in cambio di informazioni. Il sindaco di Londra, Boris Johnson, ha parlato oggi al telefono con il ministro dell’interno, Theresa May, sulla crisi di Scotland Yard.Il numero due di Scotland Yard John Yates si è dimesso.