Newslot al Consiglio di Stato

N ewslot ancora in primo piano. L’Amministrazione dello Stato – dopo aver ricevuto l’assenso dei concessionari – ha elaborato una nuova convenzione sulle newslot e l’ha inviata al Consiglio di Stato per ricevere l’assenso a procedere. Si è arrivati a questa conclusione dopo una riunione, svoltasi 15 giorni fa e andata avanti fino alle 2 di notte, che ha preso l’avvio non solo dalla richiesta dei concessionari, ma anche dall’intervento dell’on. Nannicini che ha chiesto di riportare ad equità le maximulte di 98 miliardi. Fra i livelli di servizi, rivisti i parametri di lettura delle macchine che ogni concessionario deve effettuare attraverso i punti di accesso dove confluiscono i dati delle partite effettuate. La decisione del Consiglio di Stato è attesa entro un mese e porterà, in caso positivo, alla sottoscrizione del protocollo d’intesa da parte di tutti gli interessati e a un Decreto direttoriale.
Ci vorranno due mesi, invece, prima che il sostituto procuratore della Corte dei Conti, Marco Smiroldo, depositi gli atti dell’inchiesta sulle penali non versate dai concessionari di rete. A sua volta il Tar del Lazio, dopo aver sospeso in prima battuta il pagamento della maximulta, il 23 novembre entrerà nel merito della richiesta formulata dai concessionari. In discussione le modalità di attivazione che non hanno risposto alle richieste dell’Amministrazione e hanno provocato la multa miliardaria. Ma i concessionari, questa è la domanda di fondo, avrebbero potuto fare meglio di fronte alla difficoltà oggettiva di attivare in pochi mesi 150mila newslot attraverso altrettante linee dedicate? Il mercato italiano non era pronto. E infatti alcuni concessionari hanno cercato di ovviare alla lacuna utilizzando la rete gprs previa modifica all’hardware. Ci sarebbero riusciti Aams e Sogei? La risposta è negativa anche in assenza di controprova.
Ma la decisione di rivedere la sanzione di 98 miliardi e magari azzerarla non può essere solo tecnica, ci vuole l’intervento urgente della politica. Altrimenti si rischia di mandare all’aria un comparto che porta all’erario oltre 2,2 miliardi di imposta e di lasciarlo alla mercé della malavita organizzata. È come tornare indietro di almeno 5 anni.
«Un po’ di serenità è arrivata con il dissequestro di 15-20 mila macchine, modello “Black Slot 1.05”, da parte del Tribunale del Riesame di Venezia», lo ha affermato Ezio Filippone, presidente di Assoslot, che è tornato anche sulla sanzione di 98 miliardi per «denunciarne l’irragionevolezza» .
Il mercato s’è compattato al punto che Snai, finora battitore libero, è disposta a ingrossare le file di Acadi, presieduta da Giovanni Emilio Maggi, di provenienza Sisal. Acadi raggrupperà quindi 7 concessionari contro i 3 di Assoslot. Ma la strategia deve essere comune di fronte a problemi che non sono di cortile.