Nibali corre in Spagna all’inseguimento di un posto in azzurro

Corre, corre e continua a correre. È da gennaio che Vincenzo Nibali il volto nuovo del ciclismo italiano, la grande speranza azzurra nelle corse a tappe e non solo, sta pedalando a grandi livelli. Ha cominciato a gennaio, vincendo il Tour de St Luis in Argentina, ha proseguito qualche giorno fa facendo suo il Trofeo Melinda e ora è in Spagna per cercare perlomeno il podio della Vuelta dopo aver centrato quello del Giro (terzo, alle spalle di Basso e Arroyo). Corre, corre e continua a correre Vincenzo Nibali. Ieri sul traguardo di Malaga, terza tappa di una Vuelta scattata sabato notte a Siviglia con una cronosquadre (vittoria del Team Columbia di Mark Cavanedish, davanti proprio alla Liquigas Doimo di Nibali), vittoria del belga Philippe Gilbert, che qui in Spagna è venuto soprattutto in funzione del mondiale d’Australia in programma il prossimo 3 ottobre. Gilbert ha vinto facile, con una stoccata a 600 metri dal traguardo posto in leggera salita e mettendo quindi a frutto le caratteristiche di scattista che le sono proprie. In precedenza ci aveva provato anche Nibali, il quale però si è dovuto accontentare della quarta piazza. Ora però il siciliano di Toscana (vive a Mastromarco, in provincia di Pistoia) è quinto in classifica generale a soli 28” dalla nuova maglia rossa (da quest’anno la Vuelta che è entrata nell’orbita del Tour ha mutato in colore della maglia di leader) Philippe Gilbert. «Sto bene e l’importante è essere lì nelle prime posizioni ­ ha spiegato Nibali -. Una corsa di tre settimane non si vince certamente alla terza tappa, ma la si può perdere tutti i giorni. Io sono venuto qui in Spagna per fare il meglio possibile. Dopo un grande Giro al fianco di Ivan, vorrei ripetermi per dimostrare soprattutto a me stesso di essere ormai tra i migliori corridori del mondo per le corse a tappe». Nibali non lo dice, un po’ per scaramanzia, ma anche per non disturbare il manovratore (il ct Paolo Bettini), ma se uscisse dalla Vuelta con una buona condizione, il sogno si chiama anche maglia azzurra.