Niccolò, il vigile buono che faceva volontariato

Niccolò Savarino, il vigile 42enne ammazzato questa sera a Milano, era stimato da tutti: non solo era considerato un uomo corretto e riservato, ma faceva volontariato con i disabili

Era stimato da tutti, Niccolò Savarino, il vigile 42enne ammazzato questa sera, a Milano, dal conducente di un Bmw X5 che lo ha investito volontariamente prima di fuggire. L'agente, infatti, non solo era conosciuto per essere un uomo corretto e riservato, ma senza renderlo pubblico, faceva volontariato con i disabili.

"Lui non voleva farsi pubblicità - racconta un collega e amico - ma io so che lavorava da anni per assistere gli handicappati perchè mia sorella è ammalata di una patologia invalidante e mi raccontava che lui faceva parte dei volontari di un’associazione". E aggiunge: "Era una persona splendida. Era diventato vigile dopo essere stato per anni un impiegato comunale. Aveva vinto un concorso interno ed era diventato agente di polizia locale da una decina d’anni". Savarino era un vigile di quartiere ed era considerato un collega "buono e dal temperamento molto calmo". Non era certo uno che voleva strafare ma, a detta di tutti i colleghi, una persona posata e competente.

"Niccolò era originario della Sicilia ma ormai era un nordico come tutti qua, perché si era trasferito a Milano molto giovane". Savarino abitava a Rho, in provincia di Milano, in compagnia del fratello, non era sposato ma fidanzato. I suoi genitori, invece, abitano in un paesino vicino a Licata (in provincia di Agrigento), anche se il padre veniva spesso a casa dei figli per passare dei periodi con loro.