Nicholas Postgate

Questo inglese era nato nel 1597 a Kirkdale, nello Yorkshire, in una famiglia di cattolici. Sebbene fosse politicamente sconsigliabile, decise di diventare sacerdote e nel 1621 si trasferì in continente, nella belga Douai, dove stava un seminario per inglesi. Dopo gli studi, ricevuta l’ordinazione sacerdotale, nel 1630 rientrò in patria. Esercitò clandestinamente il suo ministero nel nativo Yorkshire per quasi cinquant’anni, caso più unico che raro, senza mai venire scoperto. Nella sua lunga attività missionaria riuscì a riportare al cattolicesimo almeno un migliaio di persone, operando come cappellano dell’anziana lady Dunbar, di lady Hungate e altre famiglie di Saxton e Blackamoor. A tradirlo fu un esattore delle tasse, che lo vendette alle autorità per venti sterline. Aveva ormai un’ottantina d’anni ma era ancora gagliardo. Al processo, interrogato dal giudice William Calley, riuscì a tenere testa arditamente alle domande. Per esempio, gli fu chiesto se era un prete cattolico e lui sfidò a dimostrarlo. Disse che gli oggetti da messa di cui era stato trovato in possesso glieli avevano dati due cattolici ormai defunti. Inchiodato dalle testimonianze su certi falsi nomi che aveva usato in clandestinità, ribattè che suo padre e suo nonno erano noti proprio con quei soprannomi. Ma a nulla gli valse l’agguerrita difesa (si noti, condotta senza mai mentire) perché venne lo stesso condannato a morte per alto tradimento. A ottantadue anni suonati fu impiccato e squartato a York, come previsto per i traditori. I suoi poveri resti furono consegnati ad amici per la sepoltura.