Nicholson, «re» in viaggio verso la distruzione

Nel 1970, Bob Rafelson irruppe sugli schermi degli States, e poi su quelli europei col suo secondo film Cinque pezzi facili, una storia intricata, morbosa sul declino e la disgregazione di una singolare famiglia borghese connotata da una propensione maniacale per la musica. Basato su una struttura narrativa aperta e recitato (specie dal giovane Jack Nicholson e dalla intrigante Susan Anspach) con disinibita eccentricità, Cinque pezzi facili s'impose subito come una sorta di manifesto all american tutto anticonformistico e trasgressivo. Nel 1972 Rafelson, rifacendosi a uno «scenario» di analoga originalità, imbastì Il re dei giardini di Marvin, una vicenda più ambiziosa animata dal contrasto radicale tra due fratelli che, nella concitata Atlantic City in violenta trasformazione, risucchiati in un groviglio di speculazioni sbagliate e di velleitari tentativi di redenzione, sprofondano entrambi in un inesorabile naufragio. L'assiduo Jack Nicholson e il grintoso Bruce Dern impersonano per l'occasione i due contrastanti caratteri degli sfortunati fratelli: l'uno borghese e intellettuale, l'altro cialtrone senz'arte né parte, se non una sfrontata improntitudine.

IL RE DEI GIARDINI DI MARVIN - Columbia - 16,99 euro