Nick the Nightfly, come far vibrare la musica

«Mi piace creare atmosfere romantiche, cantare ballate lente ma anche far battere il piede al pubblico»

Eccolo di nuovo; Nick the nightfly, come dice il suo nome d’arte (si chiama Malcolm McConald, è nato a Glasgow mezzo secolo fa ed è in Italia dal 1982) continua a volare tra i vari generi musicali sposando jazz, nu jazz, suoni d’atmosfera, un pizzico di soul e chi più ne ha più ne metta.
Celebrato dj (popolarissime le sue compilation, come la recente tripla 10th Anniversary), scopritore di talenti (nel suo carniere gente come Nicola Conte e James Morrison), cantante (per meglio dire crooner) e chitarrista che si esibisce regolarmente con la Montecarlo Nights Orchestra che da stasera a sabato approda al Blue Note per sei concerti (due a sera come è tradizione del club) all’insegna dello swing e dei suoni raffinati.
«Suonando soprattutto mi diverto - sottolinea Nick - e cerco di comunicare buone vibrazioni agli spettatori». I suoi concerti sono quasi sempre tematici; due anni fa ha proposto un percorso «From blues to bop», l’anno scorso un elegante tributo ai Beatles e stavolta ha intitolato lo show My Favourite Things. «Perché in repertorio abbiamo tanti classici del jazz, da Duke Ellington a Horaca Silver passando per i classici di Rodgers&Hart, e quindi proporremo nuovi arrangiamenti di questi brani immortali». Al suo fianco come sempre la big band guidata da Gabriele Comeglio con nomi come Emilio Soana e Pippo Colucci alla tromba, Ubaldo Busco e Maurizio Meggiorini al sax, Mauro Parodi al trombone, Claudio Angeleri al paino, Tony Arco alla batteria.
Però Nick - che in passato, dai microfoni di Radio Montecarlo e dal palco del Blue Note si è esibito con personaggi come Pat Metheny, Sarah Jane Morris, Amalia Gré - prepara qualche sorpresa per queste tre serate. «Proporrò in anteprima alcune mie composizioni originali che usciranno nel nuovo album della Montecarlo Nights orchestra. Il cd dovrebbe uscire ad aprile e sarà un inno allo swing. Poi porterò sul palco la mia chitarra; suonerò brani con la big band e improvviserò pezzi in duo, in trio, in quartetto e qualche cosa da solo. Vorrei fare qualche brano di Stevie Wonder e California Dreamin’ dei Mama’s&Papa’s».
Ma cosa si aspetta Nick da queste serate? «Oltre al divertimento mi piace andare al centro della musica. Partendo dalla storia vado sempre in cerca di novità. La musica ti sorprende sempre con nuovi incroci sonori e io a volte cerco di forzare un pochino questa tendenza. Sempre coniugare tradizione e modernità, soprattutto per me che amo il jazz e la vita. Mi piace creare atmosfere romantiche, cantare ballate lente ma anche far battere il piede al pubblico, comunicare energia e convincerlo a cantare in coro con me».
Al Blue Note gioca in casa ma lui non è uomo da sedersi sugli allori. Ogni concerto è una sfida, voglio sempre dare il massimo. Se non c’è feeling e sentimento inutile suonare e cantare, meglio fare un lavoro qualsiasi. Per fortuna sento sempre qualcosa dentro quando mi esibisco e spero succeda la stessa cosa al pubblico. Fare il disc jockey per tanti anni mi ha aiutato molto ad affinare il mio stile. Se un brano colpisce me, sono certo che colpirà il mio pubblico e, per fortuna, difficilmente mi sbaglio».