Nicola Conte, raffinato e freddino ma la sua band scalda il Blue Note

Nicola Conte è un’artista un po’ troppo sopravvalutato. Per carità è bravissimo e ha una rara sensibilità nel passare da dj e star della scena nu jazz e lounge a autore di ballate cool jazz raffinate e ricche di umori (lui ama Ellington, Coltrane, George Russell). Dopo tanti remix ed esperimenti ormai si dedica - meritoriamente - al recupero delle radici. L’album Other Directions - con un occhio al jazz anni Cinquanta - ha sfondato nelle classifiche ed è diventato il suo cavallo di battaglia. Conte ne fa il canovaccio dei suoi (sei) concerti al Blue Note di Milano aggiungendo però nuove parabole trasversali e influenzate dal folklore come la movimentata Doors to the East. Lui alla chitarra è delicato ma un po’ freddino e ripetitivo negli assolo; ha grande cultura ma dovrebbe personalizzare maggiormente il fraseggio ed il suono. ne ha le capacità e il tempo, perché è giovane, scrive bene, ed è sostenuto da musicisti (quelli si trascinanti) come Fabrizio Bosso alla tromba e Daniele Scannapieco al sax tenore.