Nicole Kidman a sorpresa, il sex symbol diventa trans

Allora è vero che la vita comincia a quarant’anni. E pazienza se poi sono quarantuno. In questo 2008 che si avvia al gran finale, Nicole Kidman ha girato le magnifiche spalle al passato e, oplà, è ripartita da zero. Be’, non proprio da zero visto che è al borsino di Hollywood è la diva con il cachet più alto: diciassette milioni di dollari a film. Più di Mourinho, insomma. Comunque dando un calcio al passato si è tolta anche qualche sassolino, dalle scarpe coi tacchi. Rivelando che il suo rapporto con Tom Cruise è stato nientemeno che «schifoso». Meglio i successivi sei anni da single, ha aggiunto. Dimenticandosi, in un impeto di generosità, di chiamarlo ancora una volta «nanerottolo». Quello che per non sfigurare la costringeva ai mocassini.
Quindi, risalendo sui trampoli, la bionda Nicole ha puntualizzato che con il suo nuovo compagno, il cantante country Keith Urban, sono sempre rose e fiori, dando anche una precisa scadenza ai bisogni d’amore: «Non possiamo stare separati più di sette giorni». Chissà se è stata proprio in una di quelle settimane di disperato isolamento che la Kidman è rimasta incinta. Nell’ansia di sfogarsi non si è resa conto dell’involontario sgarbo al suo chitarrista, ma è stata lei stessa a giurare che il concepimento dell’attesa primogenita, Sunday Rose (nata nello scorso luglio), è stato provocato da una provvidenziale nuotata nel fiume Kununurra, durante le riprese del drammone di Baz Luhrman Australia, in uscita in gennaio. Acque davvero miracolose, se altre sei ragazze del set si sono scoperte in dolce attesa. Anche se c’è chi non ha mancato di far maliziosamente notare che il protagonista del film è il fascinoso Hugh Jackman.
L’ultima, perentoria svolta di Nicole Kidman è, alla buon’ora, professionale. Una scelta che rischia di ridurre di qualche (bigotta) unità il club dei suoi ammiratori. Infatti la star ha accettato una proposta davvero temeraria per un sex symbol. Udite, udite: sarà un transessuale in The Danish Girl, diretta da tale Anand Tucker, in cui avrà al fianco un’altra miss, Charlize Theron. Il film racconta la storia vera di una coppia (etero) di pittori, vissuta a Copenhagen nel secolo scorso. Lui (Nicole) si chiamava Elnar, lei (Charlize) Greta. Quando negli anni Venti i loro ritratti cominciarono ad avere successo, lei, chissà perché, convinse lui a mostrarsi in pubblico vestito da donna. Sembrava soltanto un gioco, ma evidentemente, la finta donna ci prese gusto. Fin troppo. Infatti nel 1931 l’uomo decise di diventare femmina sul serio. Con uno dei primi, assicurano gli esperti, interventi chirurgici del genere.
La Kidman, che del film è anche produttrice, è convinta di non correre pericoli per la carriera, con la sua clamorosa inversione di marcia. Come dire: i miei tifosi capiranno. E per confermare che questo è proprio l’anno della svolta epocale ha fatto sapere che dopo l’uomo-donna interpreterà il ruolo del cantante pop inglese Dusty Springfield. Sia pace all’anima sua, bisex. Ma le attrici che arrancano dietro di lei nella classifica delle più ricche hanno pronto il reclamo: non è più una donna, toglietele la maglia rosa.