"Nicoletta è malata da due anni"

Il settimanale "Chi" svela un segreto nella vita della vedova del tenore. Intanto si indaga sul testamento "americano" di Big Luciano

Pesaro - C’è un segreto drammatico nella vita di Nicoletta Mantovani. Nel giorno in cui divampano le polemiche sull’inchiesta aperta dalla Procura di Pesaro sul "testamento americano" di Luciano Pavarotti per circonvenzione di incapace, "Chi", il settimanale diretto da Alfonso Signorini esce in edicola domani con una clamorosa rivelazione: la vedova del grande tenore da due anni combatte contro la sclerosi multipla. Il settimanale ha sorpreso Nicoletta Mantovani mentre si avvia con la figlia Alice verso l’edificio del "Multiple Sclerosis Research Center", nel cuore di Manhattan, dove si reca una volta al mese. È questa, quindi, la ragione dei suoi frequenti viaggi a New York. Proprio su consiglio del marito scomparso, la Mantovani si è affidata alle cure del professor Saud A. Sadiq, un luminare in materia che ha fondato nel 2006 il centro newyorchese.

Testamento Usa, la procura indaga La procura della Repubblica di Pesaro ha acquisito gli atti di vari articoli di stampa sul testamento "americano" di Luciano Pavarotti, quello sottoscritto il 29 luglio, e aprirà un fascicolo di indagine a carico di ignoti per l’ipotesi di reato di circonvenzione di incapace, procedibile d’ufficio. Oggetto degli accertamenti, condotti dal procuratore capo facente funzione Massimo Di Patria, le condizioni psico-fisiche del tenore, già molto malato, nel momento in cui firmò l’atto che assegnava tutti i beni mobili e immobili Usa alla moglie Nicoletta Mantovani, a condizione che venissero conferiti in un trust.

Gli articoli di stampa acquisiti riguardano le varie interviste rilasciate dal notaio pesarese Luciano Buonanno, estensore del testamento, il quale, il 3 ottobre scorso, dichiarò al "Quotidiano Nazionale" e a "Diva e Donna" che "il testamento era già stato tutto scritto dagli avvocati", e nonostante il suo disaccordo su vari punti, gli fu imposto di "non modificare nulla". Buonanno sostenne di aver posto varie domande a Pavarotti sulla natura dei beni statunitensi, ma, riferì, intervenne il legale, affermando che il valore degli immobili si aggirava attorno ai 100 mila dollari. All’affermazione del legale - disse Buonanno - il maestro strabuzzò gli occhi dicendo "io credo molto di più". Il professionista pesarese ha sempre nutrito dubbi sul trust, già predisposto da mesi e autenticato pochi giorni prima della morte del tenore. Di Patria, che avrebbe già incontrato il notaio (contro il quale il Consiglio notarile di Pesaro ha chiesto una sanzione disciplinare per le troppe esternazionì), probabilmente sentirà anche medici e infermieri che avevano in cura il tenore.

Il legale della moglie: "Dal notaio un atto kamikaze" "Sorpresa e indignazione" sono state espresse dall’avvocato di Nicoletta Mantovani. Per il legale Giorgio Bernini "non c’è assolutamente niente di vero" nelle parole del notaio. "Le dichiarazioni del notaio sono da kamikaze, perché essendo lui un pubblico ufficiale, se fossero vere, avrebbe dovuto fermarsi e non procedere". Bonanno è "ammalato di cavalcata mediatica", ha osservato Bernini. "Se sono vere le illazioni relativamente alla magistratura", ha precisato, "io rispetto la procura e, se riterrà di intervenire, è giusto che lo faccia. Ma nella sostanza non siamo preoccupati". Il legale di Mantovani ha anche parlato del buco di 18 milioni di euro emerso nei conti del tenore nei giorni scorsi. "Si è trattato della prima riunione dell’inventario", ha osservato, "mi sembra evidente che il conto si faccia alla fine".