Nicoletta Mantovani: "Silenzio o ricorrerò a vie legali"

La moglie di Pavarotti chiede di astenersi da "commenti diffamatori" nei confronti suoi e di Bug Luciano, altrimenti ricorrerà a "rimedi di legge"

Modena - Se i commenti "diffamatori" ai danni di Luciano Pavarotti e di sua moglie, Nicoletta Mantovani, non cesseranno, si ricorrerà ai "rimedi di legge". Lo dicono in una nota i tre avvocati consulenti di Pavarotti e Nicoletta Mantovani che, si legge in una nota, "si astiene dall’unirsi a questo coro di commenti". E' questa la risposta della seconda moglie del tenore in seguito alle dichiarazioni di un'amica di Big Luciano, secondo la quale, Nicoletta avrebbe isolato il cantante lirico, minacciando addirittura di non fargli vedere la figlia Alice (leggi: "Pavarotti, testamenti e veleni").

"L’impatto mediatico del meritato tributo che il mondo intero ha rivolto a Luciano Pavarotti - si legge nella nota - sta malauguratamente producendo una marea di illazioni ed insinuazioni che avvelenano l’atmosfera di lutto comune a tutti coloro che lo hanno ammirato ed amato. La vedova signora Nicoletta ha scelto il silenzio - sottolinea la nota -. E questa è un’ulteriore forma di rispettoso omaggio nei confronti del compianto Maestro, che le tendenziose affermazioni contenute nelle varie interviste, per usare una definizione benevola, non riescono certo a scalfire. Nella nostra qualità di consulenti dell’illustre scomparso e della di lui consorte, ovviamente ci asteniamo da qualsivoglia commento comportante valutazioni di ordine personale. Ci incombe, tuttavia, di sottolineare come la campagna di maldicenza di cui non si comprende l’origine e la motivazione riesca solo a far male a tutti, nuocendo al sereno ricordo del Maestro. Questa è la ragione - continua la nota - per cui la moglie Nicoletta si astiene dall’unirsi a questo coro di commenti non sollecitati e diffamatori, nella convinzione che i responsabili possano da soli recuperare la virtù del silenzio. Ove ciò non fosse, seppur a malincuore - concludono i legali -, non ci resterà che suggerire il ricorso ai rimedi di legge".