Nidi privati, in uno su due sono aumentati i bambini

Presentata all’Unione del Commercio la guida di Assonidi: come scegliere l’asilo giusto

Marisa de Moliner

I milanesi tornano a far figli. E la conferma arriva dall'Unione del Commercio che ha scoperto che solo quest'anno le iscrizioni ai nidi privati sono aumentate nel 53 per cento delle strutture. I nidi privati vengono sempre di più scelti a causa dell'insufficienza di quelli comunali. Se finora c'era però il problema di non saper come scegliere la struttura privata adesso i genitori possono contare su un'aiuto. A fornirlo è Assonidi (l'Associazione degli asili nido e scuole dell'infanzia privati) con una guida dettagliata che consente di scegliere in base ai servizi offerti tra cui spicca una novità: i corsi per i genitori. Il 9 per cento dei nidi privati oltre a fornire consigli su come, per esempio, far addormentare i bambini o quali cibi preferire, insegna alle mamme e ai papà come spiegare ai piccoli che si stanno separando. E se questo è uno dei problemi di alcuni genitori quello più frequente è dove sistemare i bimbi durante il giorno. Le richieste sono ben più numerose dei posti disponibili. A questi genitori, che si vedono senza asilo, non resta che la scelta dei privati. Ma ci sono altre mamme e papà che scelgono la struttura privata in prima battuta. Sono 451 i nidi privati lombardi, dei quali 251 presenti a Milano e provincia: il 53 per cento di questi ha registrato un aumento degli iscritti. È la fotografia dell’Unione del Commercio, un'indagine che mette in luce che i fattori determinanti nella scelta sono: la struttura del nido, i suoi spazi, il primo approccio con il responsabile e il programma didattico. Seguono la vicinanza a casa o al posto di lavoro, il numero delle educatrici e il relativo curriculum. Una situazione che dimostra quanto le mamme e i papà milanesi, che prediligono le strutture dotate di giardino, siano cauti nell'affidare i figli. Sono, inoltre, ben propensi nei riguardi di quei nidi che coinvolgono i genitori in iniziative collaterali. Tra i vantaggi offerti dalla maggior parte dei nidi privati c'è, ben nell'84 per cento dei casi, la possibilità di far affidamento sull'orario flessibile. E l'orario è un dettaglio tutt'altro che trascurabile, basti pensare che è questo a determinare il costo delle rette che oscillano tra i 350 e i 750 euro. Sono poi soprattutto le mamme a dover far continuamente i conti con l'orologio perché, come ha scoperto con la sua indagine l'Unione del Commercio sono soprattutto (nel 44 per cento dei casi) le mamme ad accompagnare i bimbi, seguono con il 26 per cento i nonni e con il 14 per cento le tate. A quanto pare le mamme milanesi si sobbarcano le corse tra asilo e ufficio non sempre perché non possono delegare il compito ad altri. L'indagine presentata ieri ha rivelato che le mamme sono «mammone». È lei più che il bambino ad avere problemi nel distacco. Lui subito dopo aver salutato la mamma si distrae giocando con i suoi compagni, anche stranieri. Questi, infatti, sono sempre più numerosi. Li ospita l'81 per cento dei nidi privati. Il 22 per cento di questi bimbi è di origine sudamericana, il 17 per cento ha genitori filippini, il 13 per cento proviene dal nord Europa. Completano l'elenco l'11 per cento dei bambini con gli occhi a mandorla la stessa percentuale dei francesi , il 9 per cento degli americani, il 9 per cento tra arabi e africani, il 4 per cento che proviene da Albania e Romania e il 4 per cento di orgine indiana. Ma non mancano i nidi che ospitano soltanto bambini italiani, sono meno di un quinto, ossia il 19 per cento.