Nido e materne: in arrivo la rivoluzione degli orari

«A rischio la qualità del servizio negli asili nido e nelle scuole materne della Capitale. L’XI Dipartimento del Comune sta imponendo arbitrariamente agli insegnanti delle scuole dell’infanzia e agli educatori degli asili nido la flessibilità oraria secondo modelli che non sono stati decisi direttamente dai collegi dei docenti: e se dal prossimo lunedì insegnanti ed educatori non applicheranno gli orari imposti, verranno ricattati con provvedimenti disciplinari. Tale imposizione costringerebbe alla conta dei bambini, costretti a seguire i nuovi turni dei loro insegnanti, col rischio di vedersi cambiare continuamente il loro docente di riferimento. La verità è che si vuole imporre tagli di spesa sulla pelle dei bambini, dei docenti e dei supplenti, mettendo a rischio la qualità del servizio». È quanto denunciano il vicepresidente del Consiglio comunale di Roma Fabio Sabbatani Schiuma e il presidente di «Legalità e Giustizia Sociale» Donatella Poselli, i quali sollecitano «le dimissioni immediate dell’assessore comunale alla Scuola Maria Coscia». «L’XI dipartimento Scuola del Comune – spiegano Schiuma e Poselli - già dallo scorso 6 dicembre ha inviato una circolare nella quale si impongono i nuovi modelli organizzativi, non tenendo conto delle precedenti scelte dei collegi dei docenti. E pensare che solo tre settimane fa l’assessore Coscia, intervenuta in commissione Scuola in merito alle preoccupazioni degli insegnanti sulla minaccia dei nuovi orari non concordati, aveva garantito che si sarebbe tenuto conto delle scelte e delle indicazioni dei collegi dei docenti. Oggi, invece, il Comune impone modelli organizzativi decisi dall’alto». «Anni fa – concludono Schiuma e Poselli - l’assessore Coscia si era vantata di incrementare gli insegnanti di sostegno, il personale precario, gli Assistenti Educativi Culturali e altre figure professionali: oggi, invece, fa marcia indietro adducendo a pretesto la mancanza dei fondi e motivando queste scelte per avere una maggiore compresenza degli insegnanti nell’organizzazione di laboratori, tra l’altro per lo più inesistenti, visto che in molte scuole non ci sono neanche gli spazi. Come può la sinistra capitolina inveire contro la riforma Moratti per poi essere protagonista di una simile rivoluzione che mette in ginocchio l’intero comparto scuola capitolino?».