Niente aereo E 160 bimbi dormono in aeroporto

I piccoli algerini erano pronti a tornare in patria poi il disguido lunedì sera E la compagnia aerea non voleva pagare l’hotel

Roberto Filibeck

L’aereo non decolla e 160 bambini bivaccano tutta la notte sulle poltrone dell’aeroporto. Non solo senza essere assistiti, ma senza che nessuno si preoccupasse di portargli un pasto caldo, una bevanda o altri generi di conforto. La grave situazione, infatti, si è sbloccata solo ieri mattina, ma dopo che i piccoli, stremati, avevano ormai trascorso più di 12 ore nello scalo. È stato necessario, infatti, l’intervento dell’Enac, che ha attivato il nucleo ispettivo della Direzione aeroportuale di Fiumicino, affinché i piccoli venissero assistiti e trasferiti in albergo per rifocillarsi. La brutta disavventura è capitata lunedì all’aeroporto Fiumicino a un gruppo di 160 bambini e ragazzi di età compresa tra i 5 e i 12 anni provenienti dai campi profughi del Saharawi, nel Sud dell’Algeria, che insieme con altri 300 loro coetanei e connazionali avevano trascorso un periodo di vacanza di due mesi in Italia, ospiti di famiglie e parrocchie. Il loro rientro in Algeria era previsto nella tarda serata di lunedì, ma il volo charter dell’Air Algerie, la cui partenza inizialmente era programmata per le 22 dal Leonardo da Vinci, è poi slittata alle 2 di notte. Dopo un’altalenarsi di notizie alla fine era arrivato l’annuncio che non c’era la disponibilità dell’aeromobile. E così, stremato dalla stanchezza, il gruppo, insieme con gli accompagnatori, 87 adulti, è stato costretto a passare la notte all’interno della sala transiti dello scalo dormendo chi a terra, chi accovacciato sulle poltroncine. Solo al risveglio dei bambini, ieri mattina, la compagnia aerea si è degnato di offrirgli la colazione. Poi dopo avere valutato che prima delle 23 non sarebbe stato possibile effettuare il decollo per Algeri alle 11.30, finalmente Air Algerie, sempre dopo l’intervento dei due ispettori Enac, si è fatta carico di trasferire il gruppo in un albergo del litorale romano. Diversa invece la versione della compagnia aerea che - a suo dire - avrebbe dato da subito la propria disponibilità ad accompagnare il gruppo in un albergo di Ostia, ma avrebbe tardato a farlo nella speranza di riuscire a far partire quanto prima i bambini. «Un fatto è più che certo - polemizzavano ieri tanti addetti aeroportuali, compresi alcuni poliziotti - è che non è umanamente possibile sottoporre dei bambini così piccini a uno stress simile. Sarebbe stato molto meglio portarli subito in hotel in attesa della nuova programmazione del volo».
Per fare luce su questo grave episodio ora l’Enac sta valutando tutte le possibilità di erogare sanzioni alla compagnia (rischia fino a 10mila euro di multa), per eventuali violazioni che saranno accertate dal nucleo ispettivo della Direzione aeroportuale di Fiumicino.