«Niente allarmismi: vespe e calabroni sono più pericolosi»

Claudio Ortolani, direttore dell’Istituto allergologico lombardo, una donna è morta dopo un’ustione da medusa. La sorprende?
«Certo. Nei nostri mari le meduse danno irritazione e dolore ma non provocano choc anafilattico e tantomeno la morte. C’è un’ipotesi remota».
Qual è?
«Che sia arrivata la cosidetta medusa a scatola. Si chiama Chironex –fleckeri. La sua strisciata è dolorosissima e causa il collasso nel giro di due minuti».
E dove la si può incontrare?
«Negli oceani, soprattutto in Australia dove provoca più morti degli squali. Libera una sostanza velenosa che provoca arresto cardiaco e reazioni renali. È così pericolosa che il siero capace di bloccare le sue tossine funziona solo se l’intervento è tempestivo».
Dunque, la signora potrebbe essere morta per altre cause?
«È l’ipotesi più probabile. In caso contrario, sarebbe il primo decesso provocato da una medusa esistente nei nostri mari. E quindi la cosa è da verificare tramite autopsia. Bisogna evitare inutili allarmismi. Piuttosto dobbiamo stare attenti a vespe, calabroni, api».
Possono uccidere?
«Negli Usa muoiono fino a 400 persone all’anno per le punture degli imenotteri che creano choc anafilattico. Infatti esiste una vaccinazione per i soggetti sensibili».
Come si fa a scoprire di essere a rischio?
«Se l’arrossamento supera i 20/30 cm è meglio farsi visitare».
La medusa invece che effetti provoca normalmente?
«Il suo veleno libera istamina che causa arrossamento in sede locale. Ma escluderei che riesca a determinare uno choc anafilattico».