Niente arretrati ai medici

Una circolare parla di “grave situazione di bilancio del servizio sanitario”

Antonella Aldrighetti

Quando si scioglierà il dilemma sullo stato di salute, fittiziamente malconcio, dei conti della sanità regionale? Sempre troppo tardi per consentire ai cittadini di vederci chiaro sulle «forzature» che la sinistra regionale sta architettando per dipingere la sanità così malata da giustificare la mannaia operata sui servizi ospedalieri. Perché intanto la giunta Marrazzo continua a tenere duro, affermando che le casse dell’ente languono.
Una trovata così furbetta che solo mantenendo il punto, o piuttosto il puntiglio, potrà permettere di negare ai medici e ai veterinari che prestano servizio nelle Asl e nelle aziende ospedaliere del Lazio di non riconoscere, a tutti coloro che sono inquadrati nella dirigenza sanitaria, gli arretrati contrattuali per i tre anni appena trascorsi. Risorse finanziarie che il governo Berlusconi ha iscritto nero su bianco nei capitoli della finanziaria 2006 e destinato a tutte le regioni e che hanno ricevuto il via libera della Corte dei conti.
L’accordo per il nuovo contratto infatti fu siglato già a novembre scorso consentendo di dare seguito al versamento degli adeguamenti stipendiali e dei relativi arretrati pregressi già a dicembre 2005. Un vincolo che la giunta di sinistra non aveva troppo digerito tant’è che, già il 21 novembre, l’assessore alla sanità Augusto Battaglia aveva chiesto e ottenuto dalla «triplice» del comparto la rateizzazione degli arretrati prevedendo la corresponsione di una prima rata di 2.000 euro uguale per tutti, con il saldo dell’importo complessivo da effettuare nei mesi febbraio e marzo. Ora ci saremmo, perché sarebbe finalmente arrivata la data per i versamenti degli arretrati? Macché, Augusto Battaglia, torna indietro sui suoi passi e lo fa con una circolare (n. 17146 del 13 febbraio 2006), indirizzata ai direttori generali di Asl e aziende ospedaliere per spiegare che «a seguito della situazione contingente relativa alle scarse disponibilità economiche, a causa della grave situazione di bilancio del servizio sanitario regionale, la liquidazione degli arretrati prevista per febbraio non potrà essere assicurata». Per cui qualche milioncino di euro rimarrà fermo «sine die», perché: «a titolo di arretrati per il periodo di vacanza contrattuale dal 2002 al 2005, ai dirigenti medici a rapporto esclusivo con incarico di struttura semplice spetterebbero 12.397,30 euro, a quei dirigenti inquadrati nella struttura complessa altri 17.249 e - precisa Gianni Romano, segretario regionale della Fials-Confsal - per gli altri dirigenti amministrativi, sono stati pattuiti circa 10.000 euro. Tutti soldi che erano da corrispondere entro trenta giorni dalla stipula del nuovo contratto. Cioè i primi di dicembre. Motivo che ci ha indotto a chiederci con quali poteri agisce l’assessore Battaglia quando propone in termini diversi la decorrenza dell’applicazione del contratto perché, vogliamo ricordare all’assessore che saranno i manager delle aziende a rispondere delle eventuali infrazioni in merito alla posticipazione dei versamenti: la regione Lazio non è la datrice di lavoro del personale del servizio sanitario».
Un saldo vincolo contrattuale che indurrà il sindacato a presentare i decreti ingiuntivi alle aziende sanitarie per sciogliere, senza appello, il «veto regionale» imposto sugli arretrati.