Niente assegno alla figlia: multato l’ex Csm Brigandì

Nuova disavventura giudiziaria per il leghista Matteo Brigandì, l’avvocato decaduto lo scorso aprile dall’incarico di consigliere al Consiglio superiore della magistratura per conflitto di interessi (non si era dimesso per tempo da amministratore della «Fin Group», la holding del Carroccio). Dovrà pagare gli alimenti alla figlia minorenne. La tesi di Brigandì che l’ex moglie, medico dentista, fosse più ricca di lui e che la figlia volesse comunque troncare ogni rapporto con lui non è stata accolta. Convalidata dunque la sentenza del dicembre 2010 della Corte di Appello di Torino e la condanna a due mesi di reclusione e 200 euro di multa, sostituita con la multa di 12.200 euro e pena sospesa dalla condizionale.