Niente brogli alle elezioni Frana l'accusa di Deaglio alla Cdl

La procura di Roma smonta la tesi del direttore di <em>Diario</em>: nessuna irregolarità nella gestione e nella lettura dei risultati elettorali

Roma - Chiusa l'inchiesta della procura di Roma sui presunti brogli avvenuti alle ultime elezioni politiche del 2006. Secondo i pm, Salvatore Vitello e Mari Francesca Loy, non ci sono state irregolarità nella gestione e nella "lettura" dei dati risultati dallo scrutinio dei voti. Nel medesimo atto degli inquirenti di piazzale Clodio ci sono, però, anche le accuse per il direttore del settimanale Diario, Enrico Deaglio e per il regista Beppe Cremagnani che, in seguito al loro docu-film "Uccidete la democrazia", erano stati indagati per diffusione di notizie atte a turbare l'ordine pubblico.
Per la procura di Roma è del tutto priva di fondamento la tesi rivelata nel Dvd, compresa l'affermazione relativa alle elezioni scritta sul retro del docu-film: "Non sono state regolari. Se lo fossero state il centrosinistra avrebbe vinto con ampio margine". La decisione dei pm si è basata soprattutto sulla circostanza di fatto che i dati diffusi dal Viminale in occasione delle elezioni politiche hanno valore soltanto divulgativo. Era stato il prefetto Adriana Fabbretti, direttore centrale dell'ufficio elettorale del ministero dell'Interno, sentita come persona informata sui fatti, a spiegare ai magistrati che la procedura con valore ufficiale è quella di tipo cartaceo senza trasmissione telematica dei dati, che muove dalla singole sezioni elettorali agli uffici elettorali circoscrizionali presso le corti di Appello e nazionale presso la Corte di Cassazione.