Niente censura, il cappio non spaventa le tv

Resta un’ultima immagine ferma che inquadra il sudario con dentro il raìs. Bagdad tira il fiato. Fine di un incubo.
Le prime immagini sono state trasmesse intorno alla 10 dal canale di Stato iracheno al-Iraqiyya. Poco più tardi un altro canale iracheno, Biladi, di proprietà di Ibrahim al-Jaafari, ex premier iracheno e leader sciita del partito ad-Dawa, trasmette in esclusiva il volto senza vita di Saddam. Sotto una scritta in sovrimpressione: «La fine del male assoluto». Partono le esterne. La folla irachena è scesa in piazza per piangere di gioia o di orrore la fine del loro dittatore. Via con gli approfondimenti, gli speciali, le esterne per raccontare la gente in piazza. Al-Jazeera del Qatar e al-Arabiyya degli Emirati Arabi dedicano approfondimenti alla vicenda politica, giudiziaria e personale dell’ex presidente iracheno. Intanto in ogni punto della terra le immagini della fine di Saddam si ripetono di continuo. Il dilemma alla fine non c’è stato. Ha vinto una sola linea: informare, far vedere tutto o quasi. Solo le immagini amatoriali del cadavere di Saddam sono state usate in modo più cauto. I dubbi della vigilia sono scomparsi e cancellati dal diritto di cronaca. «L’ultimo messaggio di Saddam - dice Carlo Freccero, ex direttore di Raidue - è un messaggio non verbale. Rifiuta il cappuccio nero ed espone la sua morte alla visibilità, una visibilità che offende il pudore dell’Occidente. Una provvidenziale censura congela le immagini dell’esecuzione. Ma, a breve, queste immagini circoleranno su internet. Mi chiedo se l’ideologia islamica ha a tal punto contaminato la nostra cultura da rendere la pena di morte accettabile». Oliviero Toscani ha giocato con le immagini per arte e professione. Non ha paura del cappio. «È giusto che tutto vada in onda perché quello che si sta vedendo è esattamente ciò che tutti aspettavano. Io sono contrario a qualsiasi forma di censura, quindi penso che le immagini debbano essere trasmesse così come sono. I bambini devono sapere quanto cretini siano i loro genitori».
L'esecuzione è stata ripresa con una videocamera e fotografata in tutte le sue fasi. Ali al Massedy, l’operatore che ha ripreso l’impiccagione, racconta gli ultimi atti del Raìs: «Ero a un metro di distanza. Ho visto la paura nei suoi occhi. È morto subito. Non c’è stato sangue né sputi». La scena resterà nella storia. Quattro uomini in borghese e con il volto coperto legano un fazzoletto di colore nero intorno al collo di Saddam Hussein. L'ex Raìs di Bagdad rifiuta di mettersi il cappuccio anche quando gli infilano lo spesso cappio dalla testa stringendoglielo sul collo. Sono queste le immagini che vengono mandate in onda con una frequenza quasi costante dalle primissime ore del mattino su alcuni principali network televisivi americani. Sono in particolare Cnn e Fox News che ospitano con maggiore frequenza le immagini della fine di Saddam Hussein. I video però si fermano all'immagine dell'ex Raìs che parla con i suoi boia, prima dell'appuntamento con la morte. E in sovrimpressione una scritta che recita: «Hussein portava una copia del Corano con sé e ha rifiutato di essere incappucciato».
Una morte orrenda, visibile da tutti è l’ultimo messaggio non verbale che ha lasciato in eredità all’Occidente.