Niente cittadinanza a chi impone il velo integrale

Il ministro dell’immigrazione francese Eric Besson anticipa tutti, anche la legge ancora da approvare, e decide di negare la cittadinanza a un uomo che obbligava la moglie francese a indossare il velo integrale. «Eric Besson conferma di aver controfirmato e trasmesso al primo ministro Francois Fillon un progetto di decreto in cui si rifiuta l’acquisizione della nazionalità francese da parte di un cittadino straniero sposato con una francese», ha annunciato ieri in una nota il ministero dell’immigrazione, senza però svelare l’identità della coppia. Per il sito internet del settimanale Le Nouvel Observateur, questa decisione dimostra come «agli occhi del governo il velo integrale e la nazionalità francese siano ormai incompatibili». «Nel corso di un’indagine e di un precedente colloquio - precisa lo stesso ministro Besson - è emerso che questo individuo imponeva alla moglie l’uso del velo integrale, privandola della libertà di spostarsi con il volto scoperto e rifiutando i principi di laicità e di eguaglianza tra uomo e donna». L’uso del velo integrale islamico - burqa (che copre anche il volto) o niqab (lascia scoperti solo gli occhi) - che in Francia riguarda meno di 2.000 donne musulmane è da diversi mesi al centro del dibattito transalpino. Lo scorso 26 gennaio, una commissione ad hoc del Parlamento ha raccomandato ai deputati di pronunciarsi solennemente attraverso una risoluzione (non vincolante) contro l’uso del velo integrale. La commissione ha anche invitato il Parlamento ad adottare misure legislative o regolamentari per il suo divieto nei servizi pubblici, come ospedali, amministrazioni o trasporti. Secondo quanto riferito dallo stesso Fillon, il governo intende anche depositare un progetto di legge per imporre un «divieto del velo integrale il più esteso e il più efficace possibile».
Il presidente Nicolas Sarkozy ha detto più volte che burqa e niqab non sono i «benvenuti in Francia», in quanto «contrari ai valori» del Paese. Secondo un recente sondaggio, il 57% dei francesi è favorevole a una legge che metta al bando il velo integrale. Nel giugno 2008, sempre in Francia, il Consiglio di Stato si era rifiutato di concedere la nazionalità francese ad una marocchina che indossava il burqa, puntando il dito contro una «pratica radicale della religione, incompatibile con i valori essenziali della comunità francese». E ora dopo la Francia anche l’Austria. Il velo integrale «è un simbolo dell’oppressione della donna» e, se il suo uso dovesse prendere piede in Europa, l’Austria «valuterebbe la possibilità di vietarlo». L’ha affermato il ministro austriaco per la Condizione femminile, Gabriele Heinisch-Hosek, che si è detta «contraria al velo che copre tutto il corpo», perché chi lo indossa «può partecipare alla vita sociale ed economica solo in modo estremamente limitato». Sulla base di queste considerazioni, il ministro ha affermato di non essere contraria al «divieto del niqab», pur riconoscendo che «sono poche le donne a indossarlo in Austria». «Se ci trovassimo sempre più di fronte a questo problema - ha precisato - sono sicura che prenderemmo in esame il divieto di indossarlo nei luoghi pubblici», come già sta facendo il governo francese. «Io sto dalla parte della donna», ha sottolineato il ministro, assicurando di non temere «le reazioni di rabbia o le minacce» da parte musulmana.