Niente convocazione Ronaldinho tradito dalla spia fiorentina di Dunga

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Ronaldinho è rimasto fuori dalla lista del Brasile, Dunga ha resistito a tutte le sirene brasiliane, sponsor Nike compreso. E al suo posto ha ripescato nientepopodimenochè Adriano oltre che Robinho, appena rientrato in patria (Santos) dal Manchester City con il dichiarato intento di non perdere il mondiale. Eppure era tutto pronto per celebrare il ritorno del figliol prodigo nella Seleçao: predisposta anche la presenza del Gaucho, a Londra, giovedì 25 febbraio, per la presentazione ufficiale delle nuove maglie di Brasile, Portogallo (con l’intervento di Cristiano Ronaldo) e Inghilterra.
Niente. Carlos Dunga ha dato retta ai suoi osservatori speciali, posizionati in Firenze in omaggio all’antico sodalizio viola e tenuto Ronaldinho fuori dalla lista del Brasile convocato per giocare l’ultima amichevole ufficiale prima del mondiale, a Londra, il 2 marzo contro l’Irlanda del Trap. Dev’essere stata una mossa politica: ha promosso il campionato domestico reclutando Adriano e Robinho. La spiegazione pubblica del Ct brasiliano è stata un’altra: «Ronaldinho ha attraversato un momento difficile nel suo club ma in nessun momento si è reso indisponibile nei confronti della Seleçao. È solo una mia opzione momentanea, ma tutti i giocatori hanno ancora chances per il mondiale». Ha dato retta ai suoi informatori fiorentini che gli hanno riferito del rendimento ridotto nell’ultimo periodo (rigore sbagliato nel derby, palo colpito col Livorno, traversa sbucciata col Bologna e sostituzione, la prima, decretata da Leonardo che è considerato il suo profeta). Forse si è lasciato influenzare anche delle notizie riferite sulla dolce vita di Dinho.
L’interessato ha masticato amaro ma ha evitato ogni commento alla mancata convocazione. Non se l’aspettava. Nemmeno l’alto patrocinio di Pelè, che in Brasile è un’autorità in fatto di calcio, è servito a procurargli il ritorno con la casacca verdeoro. Dovrà puntare, ancora una volta, tutto sul Milan e sulla Champions league che sta per tornare. Il mondiale non è ancora definitivamente compromesso: può recuperarlo all’ultimo giro di valzer come nelle migliori tradizioni. Per un milanista triste, c’è un altro, Thiago Silva, che ha invece superato l’esame-finestra ed è inserito a pieno titolo nell’elenco dei difensori al fianco dell’interista Lucio e del romanista Juan. In tutto sono 8 i brasiliani, che giocano nel nostro campionato, inseriti nell’elenco: c’è pure Felipe Melo. Che non sia un gran momento per i brasiliani del Milan è confermato, anche, dal ritardo nel recupero totale da parte di Pato: ultima presenza dall’inizio, 5 dicembre con la Samp, ultima presenza 13 dicembre (nella ripresa contro il Palermo). Le previsioni più attendibili riferiscono di un timido test per il Manchester United, più cospicue invece le speranze di averlo in campo la sera del 24 febbraio a Firenze.
Chiarito infine il motivo per il quale a Bologna, in porta, è stato preferito ad Abbiati, Nelson Dida. Leonardo ha fatto una scelta razionale che ha tenuto conto della settimana vissuta dai due portieri: il brasiliano è stato fermo a inizio settimana, l’italiano invece giovedì, a fine settimana perciò. Tra uno che si è allenato, e bene, l’intera settimana, e l’altro, che ha dovuto fermarsi, è stato preferito il primo. Questo vuol dire, allora, che non è stata modificata la graduatoria dei portieri, libera di oscillare tra Dida e Abbiati a seconda dello stato di forma, come ha garantito lo stesso Leonardo. Gli crediamo sulla parola.
Venerdì mattina, a poche ore dalla sfida con l’Udinese, sarà presentato lo sponsor della prossima stagione: il contratto con Fly Emirates (54 milioni per 4 anni) sostituisce quello con Bwin e riannoda i contatti con lo sceicco Al Maktoum avvicinato al Milan nel passato come possibile acquirente di una quota di minoranza del club (40%) non gradita all’azionista Fininvest.