Niente esorcista in tribunale: i Pm «confessano» i satanisti

Alla sbarra con un incubo: a gennaio scadono i termini della carcerazione preventiva. Senza sentenza, Bestie libere

Andrea Acquarone

nostro inviato a Busto Arsizio

Un caldo infernale nell’aula della Corte d’assise di Busto Arsizio. L’aria condizionata è un lusso superfluo, boccheggiano avvocati, Pm, parti civili e parenti vari, oltre un centinaio di persone assiepate, tra gabbie e scranni. Ma le «Bestie di satana», loro no, non sudano. Sarà l’abitudine, forse si sentono a casa, i rampolli del maligno, tra le fiamme del giudizio di questi torridi giorni padani. Sedute, composte, quasi indifferenti. Paolo Leoni «Ozzy», uno dei presunti capi; Nicola Sapone, «Onussen» nome di battaglia dell’idraulico votato al demone, il che letto al contrario vuol dire «nessuno»; Eros Monterosso «Kaos»; Marco Zampollo «Killer»: siedono in ordine gerarchico. «Dal primo all’ultimo», come quando facevano parte della banda, bisbiglia uno dei carabinieri che dopo mesi di indagini li ha incastrati. Non parlano, non sembrano ascoltare, loro. Immobili, tirati a lucido, capelli corti, al massimo un po’ di pizzetto, in nome dei vecchi tempi.
Già, come sembrano lontani i giorni della birre, della droga, dei concerti metallari tra un pub e le sale d’incisione prese in affitto, dei progetti (consumati) di omicidio. Da dentro la gabbia, ogni tanto, sembrano spiare il «pubblico». Uno sguardo ai legali, un altro ai giudici, sei popolari e due togati, i quattro uomini e le quattro donne da cui dipende il loro futuro. A loro si dovranno «confessare».
Dalla parte opposta, fuori dalla gabbia, quasi fosse protagonista di un altro processo, siede Elisabetta Ballarin, camicia bianca, occhialini e jeans scoloriti. Le imputazioni, a vario titolo, rigurdano tre delitti. Quello di Mariangela Pezzotta, la figlia del consigliere di Forza Italia massacrata nello chalet di Golasecca dal suo fidanzato Andrea Volpe (forse con l’aiuto di Sapone), e alla presenza di Elisabetta nel gennaio 2004, e quello di Chiara Marino e Fabio Tollis, i due sbarbati della band, trucidati nel gennaio del ’98 in un bosco di Somma Lombardo. Era il 17 gennaio, notte di luna piena. Ma c’è anche una morte «accessoria»: quella di Andrea Bontade, un altro del gruppo, forse troppo «pentito». Secondo l’accusa sarebbe stato indotto, al suicidio.
Patti di sangue non rispettati, messe, sesso, ipnosi collettive e cervelli ipnotizzati dai decibel heavy.
Sarà un processo lungo, e chissà quanto difficile, questo all’ultimo «troncone» della banda di balordi di provincia travestiti da musicisti «maledetti». Il procuratore della Repubblica di Busto, Antonio Pizzi, nei giorni scorsi aveva raccontato di non aver incontrato Satana ma «tanta stupidità umana, egoismo e insensibilità» per la vita umana. «Mi chiedo - aveva concluso - se questi siano proprio i volti con cui Satana si presenta tutti i giorni».
Un buon motivo per spiegare anche la richiesta, presentata da uno dei difensori delle Bestie, di portare in aula un esorcista e che è stata bocciata dalla Corte. I giudici hanno fatto proprie le tesi già utilizzate dal gup Maria Greca Zoncu, che nell’udienza preliminare ne aveva respinto una analoga motivandola col fatto che le richieste di abbreviati condizionati all’ascolto di un esorcista e di un neuroscienziato non sono compatibili con la speditezza del rito alternativo. La stessa Gup che il 22 febbraio scorso aveva condannato a 30 anni di carcere quell’Andrea Volpe (e con lui a 19 anni, Mario Maccione), oggi pentito, ma considerato dagli investigatori una delle menti della setta. Accusato di aver ammazzato oltre a Chiara Marino e Fabio Tollis, anche la ex fidanzata Mariangela Pezzotta.
Ma ieri in aula è stata giornata di tecnicismi, di schermaglie leguleie tra accusa e difese. Durerà almeno sei mesi il dibattimento. Appuntamento una volta a settimana, ogni martedì. Dovranno sfilare almeno 150 testimoni, 90 dei quali presentati dall’accusa. Si ricomincia tra un paio di settimane, martedì 5 luglio. Con un termine da ricordare. A gennaio scadranno i temini di carcerazione preventiva. O il processo finisce o le Bestie potrebbero tornar libere.

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