Niente fallimento, ora il San Raffaele potrà pagare i fornitori

La «provvidenza» a cui si era affidato Don Verzé per salvare il San Raffaele si è fatta sentire davvero. Sarà la Santa sede ad accollarsi il debito di 900 milioni della fondazione di Segrate. E lo farà probabilmente attraverso il Bambin Gesù di Roma, la clinica pediatrica gestita a Giuseppe Profiti. L’istituto è stato scelto dal consiglio di amministrazione della fondazione dopo una riunione durata più di sei ore. Sconfitta invece la cordata guidata da Giuseppe Rotelli, il patron del polo ospedaliero di San Donato che, a sorpresa, ieri ha messo sul tavolo 250 milioni cash. Unicredit e San Paolo, le principali banche creditrici dell’istituto di Don Verzé, hanno preferito appoggiarsi alla Santa Sede.
E in zona Cesarini è stato avvallato il progetto promosso dal Vaticano che potrebbe vedere anche la partecipazione di una charity internazionale, anche attraverso una maxi-donazione all’università Vita-Salute San Raffaele. Una boccata d’ossigeno autentica da cui poter ripartire per la ristrutturazione. A luglio la riunione per firmare le delibere.