«Niente film ai Festival senza tax credit»

Tra i tagli previsti dal ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti nel decreto legge che anticipa la prossima Finanziaria c’è anche quello del tax credit, ovvero le misure di incentivo fiscale volte ad agevolare il cinema italiano. Gli operatori del settore, però, non hanno intenzione di stare a guardare. Nonostante Sandro Bondi, titolare del dicastero dei Beni e delle Attività culturali, abbia garantito di aver esercitato «il massimo impegno possibile per la reintroduzione di questa utile innovazione», Anica (Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive) e Api (Autori produttori indipendenti) minacciano di attuare una protesta eclatante. Hanno infatti reso noto che alla Festa del cinema di Roma e ai prossimi festival di Venezia e Torino non verranno presentate pellicole italiane, a meno che la Finanziaria non reintroduca l’emendamento in questione. Molto decisa è stata anche la reazione di Paolo Virzì, uno dei maggiori registi italiani, esponente del movimento dei Centoautori: «Bondi ha fatto una figura ridicola e se ne deve andare - ha dichiarato -. Quando gli è stato detto che Tremonti aveva tagliato tax credit e tax shelter, ha parlato di svista e si è impegnato a ripristinarli. Cosa che poi si è rimangiato». Contrario al taglio anche Luca Barbareschi, secondo cui «c’è il rischio che con il maxi emendamento della Finanziaria, tutta la fatica fatta in questi anni per ridare ossigeno al cinema italiano venga vanificata».