«Niente fiori? È come Napoli senza Vesuvio»

«Va bene che i tempi cambiano in fretta, ma il festival di Sanremo ha una tradizione conosciuta e apprezzata in tutto il mondo che è anche legata alla presenza dei fiori sul palco dell'Ariston. Dispiace aver constatato che dopo molti anni siano improvvisamente spariti dalla scena. Insomma il festival di Sanremo senza fiori è come Napoli senza il Vesuvio o Roma senza il Colosseo. Spero che almeno nelle serate rimaste gli organizzatori diano maggiore spazio ai fiori di Sanremo. In questo modo si contribuirebbe a renderlo anche un pò più colorito e profumato. Il che non guasterebbe».
È quanto sottolinea Carlo Rognoni, ex parlamentare eletto a Genova e attualmente consigliere di amministrazione della Rai. «Oltretutto - continua Rognoni - la floricoltura è tra i settori economici più importanti della Liguria e in particolare della Riviera, che include proprio la città di Sanremo, che offre lavoro a moltissime persone che attendono anche l occasione del festival per dare fiato a un settore imprenditoriale che come altri, purtroppo, avrebbe bisogno di un aiuto». Parole che, dette da un dirigente Rai, hanno riportato un po’ di sorriso nell’ambiente dei floricoltori sanremesi, che sperano così in un ravvedimento da parte degli organizzatori.
Una polemica, quella dei fiori, che tiene banco dalla sera del debutto sanremese. Anche il gruppo della Lega Nord al Senato ha preso posizione: «Con 400mila euro risparmiati e qualche fiore sul palco, forse si poteva fare più bella figura agli occhi di tutti gli italiani». I 400mila euro sono riferiti all’intervento di John Travolta. «Sul palcoscenico - insiste la Lega - mancava un prodotto famoso in tutto il mondo, i fiori appunto, che l’amministrazione comunale non ha saputo “imporre“ a una scenografia più vicina a Las Vegas che alla città dei fiori».
Scontento e amareggiato, dopo le prime sere, anche Riccardo Giordano, presidente del mercato dei fiori di Sanremo: «Nessuna speranza per i fiori a Sanremo. La Rai li snobba e consegna il bouquet soltanto a fine trasmissione. Qui a Sanremo - continua Giordano - il fiore è un’istituzione, non basta certo il contentino del carro fiorito all’ingresso dell’Ariston. Il fiore è eleganza, ricercatezza, sobrietà, non uno scempio messo a caso. È sconvolgente quello che sta succedendo e quello che la Rai, coscientemente, sta facendo alla nostra città e a tutta l’economia provinciale». Stiamo a vedere come andrà a finire.