Niente fusioni, il Credem cresce da solo

da Milano

Nessuna intenzione di sedersi al tavolo del risiko da parte del Credem che conferma la propria volontà di crescere per linee interne. Il direttore generale, Adolfo Bizzocchi illustra le linee guida del piano industriale che a fine 2008 spingerà oltre quota 240 milioni gli utili del gruppo e il Roe sopra al 17 per cento. Nei prossimi anni non sono quindi previste alleanze azionarie nel quartier generale del Credito Emiliano che appare invece interessato ad acquisire gli sportelli che il colosso Intesa-Sanpaolo sarà costretto a mettere sul mercato per limiti Antitrust.
«Ribadiamo con forza lo sviluppo per linee interne», ha detto Bizzocchi sottolineando di non prevedere nei prossimi 3-4 anni dei cambiamenti nel modello di business basato sulla crescita in autonomia. «Riteniamo che i nostri azionisti siano soddisfatti dei risultati raggiunti non solo in termini di redistribuzione del capitale ma anche di creazione di valore», ha detto il direttore generale del Credem spiegando che gli azionisti della banca «non sono sensibili al tema delle alleanze» che avrebbero dei vantaggi in termini di crescita dimensionale ma che «potrebbero creare difficoltà per l'assetto di controllo». Un mantenimento dello status quo (grande socio del gruppo attraverso il Credito Emiliano Holding è la famiglia Maramotti) che non si riflette però nella controllata AbaxBank. Tanto che il gruppo prenderà «in considerazione» l’apertura del capitale della banca d’affari, ha detto il vice direttore generale del Credem e amministratore delegato di Abaxbank, Paolo Caroli senza escludere l’ingresso di un socio estero, anche se al momento non ci sono contatti in corso. Il Credem parteciperà «a tutte le aste che ci saranno», ha proseguito Bizzocchi precisando però che il prezzo sarà una «discriminante invalicabile» anche nell’eventuale acquisto degli sportelli San-Intesa. Quanto al piano triennale il gruppo prevede di aprire 82 filiali e di raggiungere un milione di clienti (750mila gli attuali). Per quanto riguarda la politica dei dividendi Bizzocchi ha confermato la previsione di un payout del 50%, senza però escludere la distribuzione di una cedola straordinaria.