Niente Gilberto, a Umbria Jazz Winter Bollani e Gatto

Il &quot;grande vecchio&quot; della bossa nova Joao è rimasto a Bahia per motivi di salute. La &quot;sei giorni&quot; di Orvieto, con in cartellone nomi come quelli di Joe Locke ed Enrico Rava, sarà anche all'insegna della musica gospel, blues, solul R&B e swing<br />

I concerti di Joao Gilberto previsti per il 2, 3 e 4 gennaio ad Umbria Jazz Winter ad Orvieto sono cancellati. All’artista – ha fatto sapere una nota - è stata infatti riscontrata un’ernia inguinale ed è attualmente ricoverato a Bahia in fase pre-operatoria. All’artista è stato vietato qualsiasi spostamento. L’organizzazione nella nota si scusa per lo spiacevole contrattempo. E l'artista stesso è estremamente rammaricato. Una tegola sulla rassegna – che comincia oggi con in cartellone anche personaggi come Locke e Rava –; il programma comunque compensa bene perché la “sei giorni” prevede altri musicisti di prima grandezza. Non solo grandi nomi ma un piano di riserva niente male. Per esempio un doppio Bollani (Stefano, il pianista naturalmente) e un concerto di Roberto Gatto, sempre con Bollani. Spiega l’organizzazione: “Sabato prossimo è in programma una serata brasiliana con lo stesso Bollani che avrà come ospiti Marcos Sacramento, uno dei più interessanti giovani interpreti contemporanei del samba storico, Anat Cohen al sax e clarinetto, già protagonista con Duduka Da Fonseca, Nino Gori e Mirko Guerrini”. Domenica verrà spostato dal Palazzo del popolo al Mancinelli il “live” di Roberto Gatto, che presenta fra l’altro il suo ultimo lavoro “The music next door”, nel quale il batterista romano è accompagnato da una all stars di tutto rispetto: Bollani, Paolo Fresu, Daniele Tittarelli e Rosario Bonaccorso (i biglietti saranno integralmente rimborsati e contestualmente al rimborso l’organizzazione offrirà l’ingresso gratuito per i concerti sostitutivi al teatro Mancinelli). Non solo atmosfere carioca, anche radici nere: gospel, blues, soul, R&B, swing. Ci sono, per esempio, The Harem Jubilee Singers diretti da Gregory e Hopkins, che la sera del 30, accompagnati da un’orchestra, interpretano i Duke Ellington’s Sacred Concerts.