«Niente lavoro in aeroporto per gli estremisti islamici»

Sarkozy non cambierà le norme sulla sicurezza nonostante i ricorsi in tribunale. Oltre 40 dipendenti del De Gaulle allontanati dai velivoli

Alberto Toscano

da Parigi

«Non posso accettare che persone con una pratica estremista lavorino in una piattaforma aeroportuale. È mia responsabilità prendere decisioni in questo campo. Preferisco il rischio di un contenzioso davanti a un tribunale amministrativo a quello di una tragedia dovuta all’incuria e all’assenza di vigilanza», ha dichiarato ieri il ministro francese dell’Interno Nicolas Sarkozy, rilanciando la linea dura a proposito dei dipendenti degli aeroporti francesi. L’idea di Sarkozy è molto semplice: le persone notoriamente vicine agli ambienti dell’estremismo islamico non devono potersi avvicinare agli aerei.
La Lega dei diritti dell’uomo e alcune associazioni hanno manifestato la loro perplessità di fronte alla nuova normativa sul lavoro negli scali aeroportuali. Ci sono stati anche ricorsi al Tribunale amministrativo e Sarkozy rischia adesso di dover tornare sui propri passi. «Niente affatto», è la risposta da lui data ieri a tutti coloro che intendono costringerlo a cambiare strategia. «Il nostro dovere - ha affermato il ministro dell’Interno - è quello di vegliare sul fatto che le persone autorizzate ad avvicinarsi alle piste di decollo e di atterraggio degli aerei non abbiano nulla, assolutamente nulla, a che vedere con organizzazioni estremistiche». Parole che riaprono le polemiche, indicando al tempo stesso l’intenzione del governo di non abbassare la guardia sul fronte della sicurezza negli aeroporti. Ovviamente Sarkozy non dice che gli interessati debbano essere licenziati: lo saranno se si renderanno responsabili di azioni contrarie alle regole professionali. Però quei dipendenti degli aeroporti e delle società appaltatrici di alcuni lavori relativi all’assistenza aerea non devono potersi avvicinare ai velivoli. Coloro che li hanno assunti devono trovare per loro - secondo Sarkozy - mansioni tali da non creare il minimo problema.
Ben 43 dipendenti dell’aeroporto internazionale Charles de Gaulle di Parigi-Roissy, in maggioranza di religione musulmana, si sono visti ritirare le loro abilitazioni a lavorare nelle aree extra doganali perché - secondo l’Unità centrale di lotta al terrorismo (Uclat) - rappresentano «un rischio per la sicurezza dello scalo». Sarkozy ha parlato ieri alla Sorbona e ha così lanciato indirettamente un monito al Tribunale di Bobigny, competente per territorio sullo scalo di Roissy, che ha affidato un’indagine preliminare alla polizia dopo una denuncia per «discriminazione» presentata da un sindacato dei trasporti che contesta le misure. Sei addetti al carico e scarico dei bagagli, settore particolarmente sensibile sul piano della sicurezza, hanno fatto ricorso al tribunale amministrativo per fermare il loro allontanamento dagli aerei e del cambio delle loro mansioni a causa della presunta vicinanza con gli ambienti dell’estremismo islamico. Sarkozy ha anche precisato che quest’anno sono stati chiusi nei due scali parigini «sette luoghi di culto clandestini e illegali» ed espulsi dalla Francia 18 imam, che «predicavano valori assolutamente incompatibili con quelli della Repubblica».