Niente lezioni dagli inglesi, please

No, dalla perfida Albione no. Non dall'isola che ci impone la sterlina e vilifica l'euro ma massacra anche il dollaro, che accoglie spennandoli i turisti italiani, molto numerosi e sempre contenti, poco ben ricompensati; non da quelli che l'altro giorno hanno vietato di mangiare popcorn al cinema, come se non lo sapesse il mondo intero che al cinema ci si va soprattutto per il popcorn. Non da un Paese che guarda tutti con la puzza sotto il naso, dimenticando che se c'è qualcuno noto al mondo per scarsità di abluzioni e uso di deodorante sono proprio loro, i sudditi di Sua Maestà, convinti ancora di essere l'unico, inimitabile Impero. Figuriamoci poi dai giornali della perfida Albione, campioni di conservatorismo o di liberalismo sempre manichei, che sia il Times a bollarci come i più maleducati, in base alla bizzarra classifica stilata da un giornalista che non ha imparato a scendere velocemente dalla metropolitana, che sia l'Independent, niente di meno, che ci condanna come Paese di troppi divieti, dall'alcol proibito per la strada a Genova alle panchine di Novara che più di due persone non possono ospitare o sono guai.
Ora non c'è dubbio che siamo pieni di sindaci fantasiosi, che soprattutto d'estate combattono il caldo con la creatività, si tratti di prendere sacre targhe a picconate che di piazzare sagome di cartone di vigili urbani agli angoli delle strade. Mario Cervi l'ha scritto bene in un editoriale: una cosa è la sicurezza, altra è l'oppressione. Però ognuno si tenga i propri di amministratori, di burocrati, di moralisti, di aspiranti a mettere le mutande al mondo.
L'Inghilterra non è scarsa di cotanti esemplari, che farebbe bene a stigmatizzare prima dei nostri.
Un elencuccio, sia pur provvisorio e parziale, rabberciato alla meglio per amor di patria, può fornirne ai lettori dimostrazione.
In Inghilterra chi incolla al contrario su una lettera un francobollo con l'immagine del re o della regina può essere accusato di tradimento.
Sono vietate pubblicità e promozioni dirette ai minori di 16 anni di cibi e bevande considerate insalubri. Lo ha deciso l'Office of Communications (Ofcom), occhiuta agenzia regolatoria britannica per le comunicazioni delle imprese sui media. La pubblicità televisiva di questi cibi è proibita in tutti i programmi e i canali rivolti a bambini e adolescenti, nonché in quelli che attraggono percentuali di spettatori con meno di 16 anni superiori del venti per cento alla media. Non è finita qui, perché gli spot televisivi di carattere alimentare rivolti ai bambini delle scuole elementari non possono fare ricorso a celebrità o personaggi di cartoni animati, e neppure associare i prodotti a regali.
Fumare al volante è diventato fuorilegge in Gran Bretagna, «tale comportamento è considerato una “distrazione” e quindi passibile di multa e citazione in giudizio, nel caso di incidente».
Se è normale che sia vietato bere alcolici sui mezzi pubblici, vietato fumare nelle chiese, perché è anche proibito vendere animali, piante, uova o semi di specie non native ma invasive, come lo scoiattolo grigio e l'anatra rossa? D'altronde, mentre l'Europa si «animalizza», sull'isola l'accesso ai cani è vietato in bar, negozi di ogni genere, e in tutti gli alberghi.
Sui bambini l'accanimento protettivo è speciale, tanto che non possono entrare nei bar che vendono alcolici, anche se accompagnati, nemmeno all'ora di pranzo. Da noi significherebbe che un bambino semplicemente non può mangiare fuori casa. Del popcorn abbiamo detto, evidentemente Harry Potter è roba da cinefili che odiano anche i sussurri. Ma la vera follia è la proposta di togliere i bimbi troppo in carne alle famiglie.
Nei giorni del ritiro della spazzatura se uno la mette fuori troppo presto, metti che deve partire o gli scappa la pipì, prende la multa.
È vietato, udite udite, vendere birra e sidro in litri, misura dell'Unione Europea, anziché in pinta, un ristoratore di Doncaster è appena stato sanzionato perché cercava di rendere la vita più semplice agli stranieri. Vietato l'etto e il chilo, sono sempre attaccati alla libbra, e guidano orgogliosamente a sinistra, gli stolti, anche quando noleggiano un'automobile nel resto del mondo.
Dopo l'attentato orribile del luglio 2005, i controlli sono diventati pesanti, invadenti. Londra detiene il record delle telecamere, piazzate ovunque. Peccato che negli anni precedenti siano stati così fessi da lasciar crescere, presi dal mito buonista delle culture diverse da rispettare, una generazione di terroristi e simpatizzanti tali, nati nell'isola, cittadini inglesi.
Quanto a noi italiani, la lezione c'è sempre, anzi ce ne sono due. Combattere i divieti stupidi, rispettando quelli giusti, difenderci un po' meglio dagli attacchi della perfida Albione e quant'altri. Anche la storia dei panini di Tusa era una bufala, altro che scuse del sindaco ai soliti inglesi, a dieci euro quelli hanno comprato un filone di pane ripieno. Noi a Londra un «frappuccino» vomitevole, e zitti.
Maria Giovanna Maglie