«Niente mondiali per Cassano se non gioca»

Marcello Di Dio

nostro inviato a Firenze

Olanda-Italia ha perso già alcuni protagonisti principali, da Francesco Totti a Ruud Van Nistelrooy passando per Van Bommel. Il romanista, diventato papà da pochi giorni, ha lasciato Coverciano per una modesta lesione all’adduttore destro rilevata, come ha sottolineato il medico azzurro Castellacci, dopo l’ecografia. L’attaccante degli orange ha ricevuto un colpo al fianco in allenamento e ha una costola incrinata. Van Bommel, infortunatosi alla caviglia, resterà fermo due mesi. Oggi potrebbe dare forfeit Christian Vieri (che comunque non sarebbe stato titolare ad Amsterdam) a causa di un’infiammazione al ginocchio sinistro. E se Del Piero sarà in campo insieme a Toni e Gilardino (sullo stile Dublino con lo juventino defilato a sinistra, tra il ruolo di punta esterna e quello di trequartista), l’assente illustre nel gruppo azzurro continua a essere Antonio Cassano, ancora alle prese col braccio di ferro con la Roma per il rinnovo del contratto. Lippi continua a dirsi spettatore, anche se sottolinea che «finchè non gioca, non può essere convocato».
Concetto ribadito dal presidente della Federcalcio Carraro. «È chiaro che Cassano è un gran giocatore, ma è altrettanto chiaro che la nazionale non può utilizzare un giocatore che non ha il ritmo delle partite nelle gambe». E sottolineando che «pacta sunt servanda, ovvero che i contratti vanno rispettati bilateralmente: una società non può dire “non giochi se non firmi prima della scadenza”, un giocatore non può trattare con altri se ha 4 anni di contratto», Carraro annuncia che «come per Iaquinta, anche per il barese l’ufficio indagini effettuerà un check sulla situazione. Differenze dall’Udinese? Ricordo a me stesso che anche sabato prossimo, come fu per quel caso, la Roma affronta la Juve... Ma è solo una battuta. Siamo certi che non esista alcun illecito. Il compito dell’ufficio però è capire». Leggi approfondimento della vicenda, sollecitata dal numero uno dell’Assocalciatori Campana. Che prima del Consiglio Federale parla di un intervento deciso degli 007 di via Allegri, poi appunto di approfondimento della situazione e in generale dei casi che riguardano l’intera organizzazione calcistica.
La realtà è che Cassano è un problema che molti vorrebbero posticipare il più possibile. In Figc non smaniano per recuperarlo nel gruppo azzurro, i giocatori non paiono intenzionati a sopportarlo ancora e non scommetterebbero più come prima sul fatto che possa essere decisivo, Lippi lascia una finestrella aperta ma non vorrebbe sconvolgere l’ambiente. Il presente, di fatto, parla di un giocatore mai convocato da marzo a oggi.
Intanto Carraro ha annunciato il pugno duro contro i tesserati sorpresi a effettuare o accettare scommesse. La sanzione minima sarà diciotto mesi di squalifica (e non più sei come previsto dalla precedente norma del Codice di giustizia sportiva). «Non dico che è il primo dei nostri problemi, ma l’abitudine di scommettere è stata all'origine di molti casi – ha sottolineato il presidente della Figc -. La pena minima che abbiamo previsto è superiore ai 6 mesi per il doping: assumere farmaci vietati è più grave per la salute, ma ci possono essere delle corresponsabilità tra calciatore e medico».
E il portiere Abbiati, che sarà il vice Buffon anche in azzurro dopo il forfeit di Peruzzi, lancia una proposta per evitare gli errori tra i pali: «Dateci un pallone unico come nel basket. Capisco che sarebbe guerra di sponsor, perché ogni club ha il suo... Ma a complicarci la vita, oltre alla pressione e all’impazienza, è l’enorme varietà di palloni. Ci alleniamo tutta la settimana con un tipo, poi prima di ogni partita si cambia e ci sono solo un paio di giorni per adattarsi».