"Niente da nascondere. Ispettori in azione per finire sui giornali"

Intervista a Franco Debortoli, libraio a Feltre, presidente della Confcommercio di Belluno: 3500 associati fra albergatori, ristoratori e negozianti

È ironico, quasi sarcastico: «L’Agenzia delle entrate è sui giornali da tre giorni; se va avanti così ci rimane per una settimana». Franco Debortoli, libraio a Feltre, è il presidente della Confcommercio della provincia di Belluno: 3.500 associati, fra albergatori, ristoratori e negozianti. Tutti inferociti con il fisco.

Presidente Debortoli, se l’aspettava questo blitz?
«Francamente no. E francamente mi pare una parata ad uso e consumo dei giornali e delle tv».

Un attimo, gli ispettori hanno fatto il loro lavoro.
«E hanno intralciato il nostro, quello dei miei colleghi. Scusi, non ci sono già gli studi di settore?»

Ma bastano?
«Chi non produce i fatturati indicati in quelle relazioni ha due alternative: o si adegua e paga, oppure viene sottoposto ad accertamento».

Quindi il blitz è stato inutile?
«Qui si parla sempre di semplificazione e poi si aggiungono controlli a controlli, carte a carte, visite del fisco a visite del fisco. Qualcosa nel sistema non funziona».

Sì, però a sentire le Entrate, qualcosa non quadra anche nella contabilità degli esercizi controllati. Come spiega il più 40 per cento degli incassi dei bar monitorati?
«Vorrei capire come sono stati elaborati questi dati. Si parla di percentuali e le percentuali sono ballerine».

Lo stesso 30 dicembre sono stati controllati pure i ristoranti e pure in questo caso gli incassi sono lievitati, anche del 300 per cento. Un caso?
«Rispetto al giorno prima o rispetto all’anno precedente?»

Parrebbe rispetto a tutti e due i periodi presi in esame.
«Non sono così sicuro che i dati siano definitivi».

Ha dimenticato che l’informatica fa miracoli?
«Certo, per via telematica l’Agenzia può sapere tutto in tempo reale. E questo, ripeto, rende inutile l’attacco: già incrociano tutti i numeri possibili e immaginabili, che altro vogliono?»

L’Agenzia avrebbe smascherato anche un commerciante che deteneva beni di lusso in conto vendita per 1,6 milioni, senza alcun documento fiscale. E 42 possessori “poveri” di auto di lusso.
«Se questi signori hanno fatto i furbi, ben vengano le punizioni. Chi non paga rovina chi paga, ovvero la maggioranza dei commercianti. Noi di Confcommercio non vogliamo certo difendere sacche di evasione e per questo abbiamo condiviso la campagna delle Fiamme gialle che proprio a Cortina hanno stanato 4 evasori totali. Ma non ci stiamo ad essere massacrati sulla base di una spettacolare incursione. Mi dispiace, ma non siamo terroristi».