«Niente pace armata o prove di forza: ma saremo invitati alla festa del partito?»

«Nessuna prova di forza fra noi finiani e Pdl, ma neppure una pace armata». Così commenta il Piano dei cinque punti presentato due giorni fa dal premier Silvio Berlusconi l'assessore alla Salute del Comune, e Finiano della prima ora, Giampaolo Landi di Chiavenna. «Vediamo importanti convergenze - precisa l’assessore della giunta Moratti - e auspichiamo equilibrio soprattutto sul delicato tema della giustizia, da trattare con grande senso di responsabilità e rispetto per il ruolo della magistratura. Cosi come per l'immigrazione, siamo distanti dalle forzature demagogiche della Lega ma neppure affezionati ai sogni e alle utopie. Al nord serve una politica di programmazione strategica ma anche fermezza ed intransigenza verso ogni forma di clandestinità. All’«amico Granata» prosegue il finiano Landi «vogliamo ricordare la grande differenza della portata numerica del fenomeno migratoria nord e sud del Paese, le difficoltà di coerente assorbimento del territorio, il costo sociale per garantire un equilibrio fra stranieri e autoctoni. Ci aspettiamo a questo punto dai dirigenti lombardi del Pdl dichiarazioni politiche coerenti con il quadro nazionale e nessun ricorso alla cultura della discriminazione». E ribadisce: «I finiani sono distinti ma non distanti. Siamo nel centrodestra con la nostraautonomia politica e organizzativa, in altre parola un fattore aggiuntivo ed accrescitivo del consenso politico che può dispiegare utili effetti con le prossime amministrative». E chiude con una domanda: «Nessun finiano sarà invitato alla prossima festa del Pdl?».